Progetti

AcronimoTitoloInterventoCompartoSettore/TematicaLink ProgettoSito Web
A.N.I.M.A.Aggiornamenti e Nuove Innovazioni per il Miglioramento AgroecologicoSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto formativo è stato sviluppato, tenendo conto del settore produttivo toscano, il contesto di riferimento è quello agricolo forestale della Regione Toscana che si caratterizza per una presenza diffusa di micro e piccole aziende che si caratterizza per una presenza diffusa di micro e piccole aziende con limitate estensioni di superficie destinate alla produzione agricola. Le grandi aziende strutturate hanno la possibilità di adattarsi velocemente ai cambiamenti in atto nel sistema lavorativo, ma le Piccole e micro imprese hanno serie difficoltà ad accedere alle informazioni e soprattutto ad adeguarsi alle grandi trasformazioni in atto, introdotte dall’”Agricoltura 4. 0”. Tra i nostri obiettivi c’è quello di formare anche i piccoli agricoltori, di cui riconosciamo l’importanza nella Transizione Ecologica e Digitale, su pratiche agricole e di commercio innovative, in modo da fornire loro strumenti per migliorare la competitività e la posizione nella catena del valore. La formazione proposta coinvolge consorzi, associazioni di categorie, scuole, Istituti agrari, Università, Centri di ricerca, aziende del settore, al fine di creare e favorire lo sviluppo di una rete capace di offrire servizi qualificati alle imprese a costi accessibili e sostenibili in modo da rispondere al bisogno di innovazione che riscontriamo più o meno in ogni provincia toscana e allo stesso tempo garantire la sostenibilità e la durabilità delle competenze acquisite.
Agri.sAgricoltura SostenibileSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto affronta il tema della sostenibilità relativamente ai seguenti tre ambiti – ambiente, società ed economia. Sostenibilità ambientale: utilizzo di pratiche che riducano l’uso di risorse non rinnovabili e che promuovano la conservazione di suolo, acqua e biodiversità, favorendo la diversità biologica delle colture e degli animali e minimizzando l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. Sostenibilità sociale: garantire che i lavoratori agricoli abbiano condizioni di lavoro sicure e giuste, rafforzando le comunità rurali attraverso il supporto a pratiche agricole che migliorino la qualità della vita nelle aree rurali. Sostenibilità economica: assicurare che le pratiche agricole siano economicamente redditizie nel lungo periodo, supportando i piccoli agricoltori e promuovendo un accesso equo ai mercati per garantire che possano trarre benefici economici dalle loro attività. In particolare e coerentemente con la tematica del bando “Tematica 1 – Clima e sostenibilità ambientale” affronteremo il problema da due punti di vista privilegiati: 1) Agricoltura 4.0; 2) Agricoltura biologica.
AGRIAKISAgriAKIS: AgriConoscenza e Innovazione per aziende agricole competitiveSRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneDa un’analisi dei fabbisogni delle aziende agricole toscane è emerso come le imprese ancora fatichino a cogliere la portata rivoluzionaria delle tecnologie di Agricoltura di precisione, della Digitalizzazione e della strutturazione a livello nazionale, europeo e presto regionale dell’AKIS Sistema della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura; questo nonostante siano molti gli imprenditori agricoli che hanno sviluppato delle buone conoscenze di base ed un certo grado di interesse sull’AP e la Digitalizzazione. Al fine di mitigare i limiti e le debolezze descritte, il progetto AgriAkis intende strutturare iniziative e servizi di orientamento all’innovazione, rivolti alle imprese agricole di tutti i settori produttivi e di tutti i contesti regionali, incentrati su: Agricoltura di precisione (AP); Digitalizzazione; Sistema della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura, ovvero l’AKIS. AgriAkis opererà su più piani, approcciando le aziende in maniera dinamica e interattiva tramite attività collettive in presenza, workshop on line, supporto individuale, divulgazione tramite newsletter digitali e attività web e social. Le attività saranno tutte pensate per avere una stretta correlazione con le realtà produttive. In tale ottica, al fine di uscire dal caos dei complessi approcci teorici sull’AP e sulla Digitalizzazione, i servizi di supporto verranno calati su traguardi pratici e concreti di brevissimo periodo come la dotazione del Quaderno di Campagna digitale. Relativamente alle aziende zootecniche, una attenzione particolare verrà posta sulla correlazione tra benessere animale (leggasi anche Classyfarm) e AP. Rispetto al Sistema della Conoscenza e dell'Innovazione in Agricoltura, invece, saranno valorizzati i risultati concreti e già fruibili raggiunti dai Gruppi Operativi, offrendo una panoramica di tutte le opportunità di conoscenza a misura di azienda che le banche dati europee e nazionali oggi hanno già reso disponibili. AgriAkis permetterà, inoltre, di costituire un TEAM DI CONSULENTI DELL’INNOVAZIONE PROVINCIALI che gli imprenditori potranno contattare per ogni approfondimento del caso e aver un supporto personalizzato su: digitalizzazione del Quaderno di Campagna; agricoltura di precisione, piattaforme per la digitalizzazione e tecnologie per elevare gli standard di benessere animale; formazione FEASR e FSE; consulenza (con particolare riferimento alle opportunità FEASR); sviluppi in itinere e esiti di progetti di innovazione (GO, progetti finanziati da fondi nazionali e europei).
AGRICOL INK 360Chimica verde a 360°: impiego di by-products di lavorazione dell’eucalipto per la realizzazione di inchiostri sostenibili per il settore cartarioSRG01FlorovivaismoDiversificazione e multisettorialitàLe aziende che lavorano LE FRONDE DI EUCALIPTO si trovano spesso ad affrontare il problema di gestire grandi quantità di residui vegetali privi di un utilizzo immediato: da un lato, ciò comporta costi di smaltimento e potenziali rischi ambientali, dall’altro costituisce un’opportunità per sviluppare soluzioni circolari e a basso impatto. Agricol INK 360 vuole TRASFORMARE ciò che oggi viene considerato uno scarto in una risorsa preziosa per l’agricoltura. Il progetto si svilupperà all’interno della provincia di Lucca, area di incontro tra i soggetti delle cartiere e le aziende agricole florovivaistiche specializzate in eucalipto. L’obiettivo sarà generare prodotti innovativi di alta qualità, al fine di consolidare, diversificare ed aumentare il fatturato delle aziende direttamente coinvolte nel partenariato, oltre ad aumentare la competitività dell’intera area Toscana nel settore florovivaistico e delle piante officinali dando vita ad una nuova filiera locale. Il progetto ha tutte le caratteristiche per dare una risposta concreta alle necessità del mondo agricolo e del modo dell’industria della carta. I punti di forza del progetto possono essere identificati in un partenariato espressione di elevate competenze nel settore della Coltivazione, Estrazione Colori Vegetali, Ricerca e Cartario costituito da soggetti che si conoscono e hanno già collaborato, nonchè nella presenza sul territorio del distretto cartario leader a livello nazionale (circa 75% del totale nazionale di produzione carta tissue, e 40% carta per imballaggi) ed europeo. L’esperienza pregressa della Capofila in estrazione di colori naturali dall’eucalipto, ha evidenziato che i flavonoidi, tannini e altri composti fenolici in esso contenuti, possono produrre colorazioni che vanno dal giallo all'arancio sino al marrone, a seconda della varietà di eucalipto e delle condizioni di estrazione. Colori ad oggi non disponibili sul mercato, che potrebbero fornire inchiostri necessari per il settore cartario in toto, ma in particolare nel packaging destinato al food contact, oggi colorato in toto con inchiostri di sintesi.
AGRIP-RESAgricoltura Rigenerativa di Precisione per un futuro Resiliente e SostenibileSRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneIl progetto proposto mira a rispondere alle crescenti domande provenienti sia dagli agricoltori che dagli agricoltori contoterzisti riguardo all'applicazione dell'Agricoltura Rigenerativa (AR) e dell'Agricoltura di Precisione (AP) in un ambiente idoneo alle produzioni cerealicole locali su Arezzo, Siena e Grosseto. Le fasi di sviluppo del progetto sono strutturate per rispondere in modo mirato ai bisogni specifici emersi attraverso un processo partecipativo. La prima fase prevede la valutazione del livello di conoscenza degli associati di APIMA/APEMA e degli agricoltori/agricoltori contoterzisti tramite indagini e riunioni aperte al fine di identificare i fabbisogni specifici. I risultati saranno utilizzati per impostare un progetto futuro che si svilupperà in una strategia operativa (Setting Up dei GO) da collegare con realtà europee ed italiane per verificare le procedure applicative dell'AR mediante l'AP. Durante gli incontri verranno creati momenti informativi tramite sportelli dedicati ai futuri sistemi AKIS e ai finanziamenti CSR 2023-2027, come previsto da bando per proporre soluzioni specifiche ai fabbisogni emersi. Saranno progettati e organizzati interventi integrati informativi, formativi, dimostrativi e di consulenza per risolvere problemi e affrontare innovazioni emerse. Saranno svolte attività di scambio di conoscenze "peer to peer", come riunioni, visite guidate in campo tra i vari partners. Si identificheranno imprese interessate ad ospitare attività dimostrative, sperimentali e di coaching per il futuro GO. Si attueranno attività di costituzione di accordi di partenariato, coordinamento, gestione della cooperazione e comunicazione, incluse attività di divulgazione attraverso un sito web dedicato e eventi pubblici per far conoscere le attività in corso e i servizi disponibili. Questo approccio integrato mira a facilitare l'adozione dell'AR attraverso l'AP, promuovendo la sostenibilità agricola e la conoscenza condivisa di tutti i soggetti operanti nel settore.
AGRIPRECSAGricoltura RIgenerativa di PREcisione Competitiva e SostenibileSRG01CerealicolturaAgricoltura di precisioneIl progetto AGRIPRECS promuove l’adozione di pratiche agricole sostenibili e innovative, integrando l’agricoltura rigenerativa (AR) e l’agricoltura di precisione (AP) per migliorare la competitività delle aziende agricole, la fertilità dei suoli e la resilienza del sistema produttivo. Si concentra sulla cerealicoltura nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, mirando a migliorare la qualità del suolo, aumentare la biodiversità e incrementare l’accumulo di sostanza organica. Il progetto affronta la necessità di un uso più efficiente delle risorse naturali, di pratiche agricole sostenibili e di ridurre l’impatto ambientale. L’adozione di AR e AP consente agli agricoltori di ridurre i costi operativi, migliorare la produttività e ottenere maggiori profitti, supportando così un reddito agricolo adeguato e contribuendo alla resilienza del settore agricolo. Questo risponde alle esigenze di sicurezza alimentare e sostenibilità economica a lungo termine. Il progetto prevede l’utilizzo di mappe di prescrizione per l’applicazione mirata di fertilizzanti e fitofarmaci, riducendo gli input superflui e migliorando l’efficienza produttiva. Saranno ottimizzati schemi di rotazione colturale e colture di copertura, selezionati in base alle caratteristiche pedoclimatiche delle aree. Queste pratiche mirano a migliorare la fertilità del suolo, proteggere dal rischio di erosione e migliorare la struttura del terreno. Inoltre, saranno sperimentati modelli agricoli innovativi, come l’intercropping e la lavorazione ridotta del suolo, che contribuiscono a rendere i sistemi agricoli più resilienti ai cambiamenti climatici.
AgroBioMonitorConservazione della biodiversità, gestione faunistica e innovazione per una cerealicoltura distintiva in ToscanaSRG01CerealicolturaBiodiversitàIl progetto affronta criticità ambientali come la perdita di biodiversità, l'erosione del suolo e la ridotta capacità di sequestro del carbonio, offrendo agli agricoltori nuove opportunità di valorizzazione economica attraverso certificazioni ambientali e crediti di sostenibilità. L’innovazione introdotta prevede il monitoraggio della biodiversità con tecnologie avanzate (fototrappolaggio, monitoraggio acustico passivo, intelligenza artificiale) e l’adozione di pratiche agricole che favoriscano la conservazione della fauna e la riduzione delle emissioni di CO₂. L’obiettivo è fornire dati oggettivi per dimostrare il valore ambientale delle aziende, migliorandone la competitività e favorendone l’accesso a nuovi mercati. Il progetto fornirà agli agricoltori strumenti innovativi per valutare e valorizzare la biodiversità nelle loro aziende, migliorando la sostenibilità e l’efficienza delle pratiche agricole.
AgroEcoTech ToscanaApprocci agroecologici e strumenti digitali per la resilienza climatica in ToscanaSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto formativo si sviluppa nell'ambito della tematica "Clima e sostenibilità ambientale" e prevede l'organizzazione di una serie di attività formative mirate a migliorare le competenze degli imprenditori agricoli toscani nella applicazione di concetti, tecniche, pratiche e strumenti digitali per la transizione agro-ecologica dei loro modelli produttivi agricoli e zootecnici verso modelli di agricoltura rigenerativa. L’acquisizione ed applicazione di tali conoscenze permetterà loro da una parte di affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici (valutare la propria vulnerabilità climatica, i relativi rischi e le possibili SBN – soluzioni basate sulla natura) e costruire una maggior resilienza climatica e sostenibilità economica e dall’altra a costruire una più attenta gestione sostenibile delle risorse naturali in un rapporto di equilibrio ed armonia con la natura e l’ambiente. Attraverso un approccio integrato che unisce teoria e pratica, il progetto affronta le problematiche relative alla desertificazione, alla gestione delle risorse idriche e alla perdita di biodiversità. Le attività formative mirano a fornire strumenti concreti e immediatamente applicabili nelle aziende agricole locali, valorizzando al contempo le innovazioni tecnologiche nel campo dell’agricoltura di precisione e dell’agricoltura biologica con un approccio agroecologico
AILLUPOImpiego dell’AI per L’identificazione del LUpo e la Prevenzione degli attacchi a carico delle aziende Ovine toscaneSRG01ZootecniaAgricoltura di precisioneLa proposta prevede l’installazione di sensori basati su tecnologia Lidar ad alta definizione in 5 aziende ovine particolarmente esposte agli attacchi predatori. Rispetto alle tradizionali videocamere, la tecnologia Lidar rappresenta un’innovazione significativa, poiché consente una visualizzazione 3D degli oggetti sia di giorno che di notte e garantisce un raggio d’azione più ampio. I sensori Lidar, combinati con algoritmi di AI, saranno in grado di analizzare le immagini e riconoscere la presenza di un lupo in tempo reale. Il sistema di telesorveglianza sarà inoltre equipaggiato con un dispositivo di dissuasione acustico – ed eventualmente ottico – che si attiverà solo in caso di rilevamento del predatore e si disattiverà automaticamente una volta che l’animale si sarà allontanato dal raggio d’azione del Lidar. Verranno testate diverse tipologie di suono, variando tempo e frequenza di attivazione, per ottimizzarne l’efficacia. Il sistema così descritto verrà installato nei pressi delle stalle e in punti di passaggio strategici, permettendo il monitoraggio dell’area attorno alla postazione di telesorveglianza.
AKIS4FARMOlio Vino e Zootecnica. Innovazione per prodotti agricoli di eccellenza Made in TuscanySRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneDa un’analisi dei fabbisogni delle aziende agricole toscane è emerso come le imprese ancora fatichino a cogliere la portata rivoluzionaria delle tecnologie di Agricoltura di precisione, della Digitalizzazione e della strutturazione a livello nazionale, europeo e presto regionale dell’AKIS Sistema della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura; questo nonostante siano molti gli imprenditori agricoli che hanno sviluppato delle buone conoscenze di base ed un certo grado di interesse sull’AP e la Digitalizzazione. Il progetto intende strutturare iniziative e servizi di orientamento all’innovazione, rivolti alle imprese agricole di tutti i settori produttivi e di tutti i contesti regionali, incentrati su: Agricoltura di precisione (AP); Digitalizzazione; Sistema della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura, ovvero l’AKIS. AKIS4Farm opererà su più piani, approcciando le aziende in maniera dinamica e interattiva tramite: attività collettive in presenza/workshop on line/supporto individuale/divulgazione tramite newsletter digitali/attività web e social. Al fine di uscire dal caos dei complessi approcci teorici sull’AP e sulla Digitalizzazione, i servizi di supporto verranno calati su traguardi pratici e concreti di “brevissimo” termine, ovvero punteranno a motivare e accompagnare le aziende nel dotarsi del Quaderno di Campagna digitale. Relativamente alle aziende zootecniche, una attenzione particolare verrà posta sulla correlazione tra benessere animale (leggasi anche Classyfarm) e AP. Rispetto al Sistema della Conoscenza e dell'Innovazione in Agricoltura, invece, saranno valorizzati i risultati concreti e già fruibili raggiunti dai Gruppi Operativi nell’ambito delle produzioni Vino-Olio-Zootecnia, offrendo una panoramica di tutte le opportunità di conoscenza a misura di azienda che le banche dati europee e nazionali oggi hanno già reso disponibili nei 3 ambiti produttivi. AKIS4Farm permetterà, inoltre, di costituire un TEAM DI CONSULENTI DELL’INNOVAZIONE PROVINCIALI che gli imprenditori potranno contattare per ogni approfondimento del caso e aver un supporto personalizzato su: digitalizzazione del Quaderno di Campagna; agricoltura di precisione, piattaforme per la digitalizzazione e tecnologie per elevare gli standard di benessere animale; formazione FEASR e FSE; consulenza (con particolare riferimento alle opportunità FEASR); sviluppi in itinere e esiti di progetti di innovazione (GO, progetti finanziati da fondi nazionali e europei).
ASCALONICUMAggregazione per lo SCALOgno Necessaria per l’Innovazione e la Caratterizzazione di un Unicum vegetale di Monteverdi MarittimoSRG01OrticolturaBiodiversitàIl progetto si propone l'iscrizione dello Scalogno Monteverdino nel Repertorio Regionale delle varietà locali equindi dare l'opportunità alle aziende del territorio di diventare “Agricoltori custodi dell'agrobiodiversità - Coltivazione di risorse genetiche vegetali locali a rischio di estinzione/erosione genetica”. Il progetto porterà al riconoscimento ufficiale della varietà autoctona “Scalogno di Monteverdi Marittimo”, alla sua affermazione sul territorio, andando a identificare la località di origine. Il progetto intende allo stesso tempo dare opportunità di sviluppo agricolo dell’area di Monteverdi Marittimo e del suo comprensorio limitrofo, considerato anche il forte declino che questo comparto ha avuto a partire dagli anni '60, ma che potrebbe avere interessanti prospettive di crescita vista la posizione strategica del comune di Monteverdi che è circondato da territori a maggiore vocazione agricola (Bolgheri, Suvereto, Venturina...). Fra gli altri obiettivi specifici, anche quello di creare un “modello di coltivazione dello scalogno” in modo da trasferire competenze fra/ai partner locali; inoltre, altri obiettivi specifici sono quelli di sperimentare nuove modalità di partecipazione e coinvolgimento della popolazione, anche digitali mediante una app, in modo che dopo la fine del progetto si costituisca una associazione/consorzio di produttori dello Scalogno di Monteverdi Marittimo.
ASSIAgricoltura, Sostenibilità, Sviluppo e InnovazioneSRH03MultifilieraAgricoltura socialeLa logica progettuale è costruita su percorsi progettati per sviluppare e aumentare le competenze e le abilità funzionali alla gestione imprenditoriale delle aziende agricole e degli operatori in generale del settore agricolo. Il progetto formativo prevede attività tese a: migliorare l'orientamento al mercato e aumentare la competitività nel medio e nel lungo periodo, attraverso la ricerca, la tecnologia e la digitalizzazione; favorire lo sviluppo sostenibile e un'efficiente gestione delle risorse naturali come l'acqua, il suolo e l'aria; contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, promuovere l'energia sostenibile; salvaguardare il paesaggio e la biodiversità; orientare giovani e nuovi agricoltori per facilitare lo sviluppo imprenditoriale sostenibile nelle zone rurali; animare la partecipazione di tutti i soggetti interessati del territorio toscano per potenziare l'inclusione sociale e la parità di genere; garantire la sostenibilità economica e sociale della produzione agricola, rafforzare la sicurezza alimentare, valorizzare le produzioni agroalimentari, migliorare il benessere degli animali.
BICOTECHBird Control: Tecnologie innovative per il Controllo dei Volatili negli AllevamentiSRG01ZootecniaDifesa da malattie e infestazioniIl progetto propone un approccio innovativo testando un sistema basato su tecnologia laser, già impiegata con successo in contesti agricoli e in altri settori, come quello aeronautico. Il raggio laser, simulando il comportamento dei predatori naturali, induce nei volatili un senso di pericolo, dissuadendoli dall'accesso alle aree irradiate. Tale tecnologia sarà integrata con un dispositivo brevettato comprendente un sistema di dissuasione sonora e una telecamera dotata di intelligenza artificiale, che monitorerà la presenza dei volatili e attiverà i dispositivi di dissuasione solo quando strettamente necessari. Il progetto prevede la sperimentazione dell'efficacia di queste tecnologie in diversi contesti, adattandole alle specifiche necessità rilevate negli allevamenti a seguito di una analisi di contesto preliminare. Questa fase di analisi consentirà di identificare le aree critiche da proteggere per poi sviluppare un protocollo operativo, mirato per ciascun tipo di allevamento, in un’ottica di replicabilità in altre realtà zootecniche. La riduzione della presenza di volatili inselvatichiti e selvatici porterà ad un calo delle perdite alimentari negli allevamenti bovini e ad una diminuzione della circolazione microbica, con effetti positivi sulla salute animale ed umana. Ciò contribuirà alla riduzione dell’uso di antimicrobici e dei fenomeni di resistenza. L’implementazione di misure di biosicurezza nell’allevamento avicolo ridurrà il rischio di patologie zoonotiche, in particolare l’influenza aviaria, con conseguente contenimento dei costi sanitari. Si prevede inoltre un aumento della competitività delle aziende partner, migliorando le performance aziendali in termini di qualità, benessere animale e sostenibilità economica.
BIOVALBuone Pratiche Innovative per l’Organizzazione e la Valorizzazione delle Aziende Locali nel distretto biologico dell’Alto ValdarnoSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto “BIOVAL - Buone Pratiche Innovative per l’Organizzazione e la Valorizzazione delle Aziende Locali nel distretto biologico dell’Alto Valdarno” nasce per dare risposta all’esigenza formativa dei Comuni e delle aziende locali che compongono il Distretto Rurale e Biologico del Valdarno di Sopra (DRBVS). Di seguito, si riportano alcuni degli obiettivi del DRBVS: 1) Rafforzare ricerca, sperimentazione e formazione sulla sostenibilità, migliorare qualità, produttività e mantenere l’agricoltura al passo con le sfide ambientali. 2) Rendere il sistema alimentare più sostenibile, tutelare salute e ambiente, e valorizzare l’identità culturale del territorio. 3) Promuovere il Distretto come territorio rurale e biologico, come un modello di sostenibilità per attrarre sia investimenti che turismo consapevole.
BY-LAGEInnovazioni per la conservazione e utilizzazione in allevamento di sottoprodotti agro-industriali mediante insilamentoSRG01ZootecniaGestione dei sottoprodotti agricoliIl progetto "By-lage" applica i principi dell’economia circolare alla alimentazione animale, valorizzando i sottoprodotti agroalimentari per ridurre gli sprechi e migliorare la sostenibilità delle aziende zootecniche. Le materie prime per mangimi sono spesso soggette a lunghi spostamenti dal luogo di produzione a quello di trasformazione e da quest’ultimo al luogo di utilizzazione. Un utilizzo diffuso di sottoprodotti del territorio come vinacce, sansa e foglie di olive, pastazzi di frutta e bucce di pomodoro rappresenta un’opportunità per mitigare questi effetti. Grazie alla capacità dei ruminanti di trasformare fibre e carboidrati complessi in energia, tali materiali possono essere utilizzati nell’alimentazione animale, riducendo la dipendenza dai mangimi convenzionali. Tuttavia, il loro utilizzo è ostacolato dalla deperibilità e dalla disponibilità stagionale. Una soluzione efficace è l’insilamento, che abbassa il pH e riduce l’acqua libera, inibendo lo sviluppo microbiologico e preservando il valore nutrizionale. Adattare questo processo alle caratteristiche di ciascun sottoprodotto è fondamentale. Ecco, pertanto, che nasce l’esigenza di trasferire alle aziende le migliori soluzioni per miscelare fra di loro sottoprodotti umidi e sottoprodotti secchi al fine di ottenere una matrice fermentescibile stabile nel tempo, equilibrata dal punto di vista nutrizionale e con un contenuto di sostanza secca adeguato per l’insilamento. L’aggiunta di specifici inoculanti in grado di adattarsi alle specifiche condizioni della biomassa garantisce l’effettiva stabilità dell’insilato anche dopo l’apertura del silo e durante il suo utilizzo nel tempo. Il progetto si articola in quattro step principali. Il primo riguarda la sperimentazione in condizioni di microinsilamento su diverse tipologie di sottoprodotti disponibili sul territorio per predisporre un manuale di buone pratiche e ricette di insilamento da mettere a disposizione degli allevatori per la scelta della biomassa da insilare e per attrezzare l’azienda al processo di insilamento. Il secondo prevede l’applicazione su scala aziendale delle migliori pratiche di insilamento, valutando anche la fattibilità pratica e logistica. Il terzo analizza l’appetibilità e l’efficacia nutrizionale dei sottoprodotti insilati attraverso prove su bovini da carne e ovini da latte. Infine, il quarto obiettivo è la valutazione dell’impatto ambientale tramite Life Cycle Assessment (LCA), confrontando diete tradizionali con quelle integrate con sottoprodotti insilati.
CAPRAIA ESSENZIALECapraia essenziale: sviluppo della coltivazione di germoplasma endemico di specie aromatiche dell’Isola di Capraia, miglioramento del processo di estrazione e valorizzazione dei prodotti e sottoprodotti.SRG01FlorovivaismoDiversificazione e multisettorialitàLe Innovazioni proposte da GO riguardano le principali fasi della filiera delle piante officinali: la fase agricola, la fase di gestione della biomassa ed estrazione e la fase di valorizzazione dei sottoprodotti. Tutte le fasi precedenti sono complementari tra loro e introducono un’altra innovazione in termini di circolarità e di identità territoriale. Infatti, la produzione di piantine e prodotti e sottoprodotti dell’estrazione potranno far parte di una futura filiera caratterizzata e controllata di prodotti dell’Isola di Capraia, senza inquinanti genetici di piante esterne all’isola. Il GO propone innovazioni sostenibili sia economicamente che in termini ambientali. Infatti, verrà proposto un protocollo agronomico che prevede sia la vivaistica sia la coltivazione in pieno campo, onde evitare lo sfruttamento e la raccolta delle piante spontanee. Un altro aspetto fondamentale risiede nella creazione di una banca del germoplasma interamente costituita da genotipi locali finalizzata al mantenimento dei genotipi e dei chemiotipi endemici dell’isola presso il vivaio di Capraia. Il GO vuole enfatizzare il ruolo che le piante officinali possono avere nella prevenzione al dissesto idrogeologico attraverso i) il mantenimento e la conservazione delle sistemazioni idraulico agrarie (es. muretti a secco), ii) la loro azione di protezione del suolo dall’erosione eolica e salina, nonchè dal ruscellamento superficiale delle acque piovane in caso di eventi piovi intensi. Per migliorare la tecnica di estrazione si introdurrà la tecnologia a microonde per un pretrattamento rapido e a bassa intensità della materia vegetale, da applicare prima della distillazione. Questo approccio consentirà di migliorare l’efficienza del processo estrattivo senza incidere significativamente sui costi operativi. Gli oli estratti verranno caratterizzati e verranno individuate delle linee di prodotti (es. cosmetici, nutraceutici) per valorizzare anche le acque fiorali e i fitoestratti. La partecipazione di 7 aziende rafforzerà la rete isolana agricola, favorendo lo scambio di competenze e di innovazioni, promuovendo il rilancio e la valorizzazione del patrimonio botanico locale con il fine di produrre quantità commerciali di prodotti identitari dell’isola di Capraia.
CIRCULARFOODCircolarità e innovazione: applicazione di modelli sostenibili nella filiera agroalimentareSRG01OrticolturaGestione dei sottoprodotti agricoliIl progetto svilupperà tre prototipi di prodotti da forno: prodotto lievitato, snack salato, prodotto di pasticceria,, formulati con le polveri funzionali ottimizzate, al fine di rispondere alle esigenze del mercato di un cibo più sostenibile. I prototipi permetteranno di valutare le potenzialità delle polveri sviluppate, favorendo il loro utilizzo su larga scala da parte di aziende di trasformazione e artigiani del settore alimentare, sia a livello funzionale che di aumento della shelf life di prodotto. Le polveri funzionali verranno testate anche per la possibile applicazione in campo o in vaso come antimicrobici o biostimolanti naturali in sostituzione parziale o totale dei prodotti chimici di sintesi.
Co.Evo“Co-milling”: aromatizzazione innovativa e sostenibile di oli EVO per valorizzare cultivar di olive e piante aromatiche toscane ed aumentare la competitività aziendale dal campo alla tavolaSRG01OlivicolturaProdotti di qualitàLa tecnica Co-milling prevede la co-frangitura di olive sane ed agenti aromatizzanti freschi appena raccolti utilizzando le innovative tecniche estrattive per l’olio EVO di alta qualità, ottenendo così in uscita dal decanter l’olio aromatizzato già pronto all’uso, offrendo l’opportunità di innalzare la qualità degli oli d’oliva aromatizzati superando problemi, fra cui: (I) la bassa qualità degli oli usualmente utilizzati come base (oli di semi, oli vergini d’oliva difettosi) per l’infusione di agenti aromatizzanti in forma essiccata o l’aggiunta di estratti e oli essenziali; (ii) gli off-flavours legati allo sviluppo di molecole derivanti da crescite microbiche nel caso della produzione per infusione di agenti aromatizzanti; (iii) gli effetti negativi dell’essiccamento degli agenti aromatizzanti usati per l’infusione, che causa la perdita dei naturali aromi e lo sviluppo di molecole maleodoranti, poi trasferite all’olio; (iv) la necessità di ulteriori step, oltre a quello della produzione di olio in frantoio. Attraverso l’uso di olive di cultivar toscane e piante aromatiche prodotte in toscana, entrambe biologiche, CoEVO mira a salvaguardare la biodiversità e a contrastare il problema dell’abbandono delle olivete.
COOPERANDOCooperazione e Innovazione per il Futuro Sostenibile del Settore Rurale ToscanoSRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneIl progetto COOPERANDO è articolato in 6 WP strategici che sono stati suddivisi all’interno delle attività previste dal bando (A, B, C, D) e dalle relative sottoattività previste (A1, A2, A3, ecc.). WP1-Emersione dei fabbisogni 1.1 Ideazione, strutturazione e pilot testing del questionario dei fabbisogni per lo sviluppo delle imprese agricole toscane; 1.2 Disseminazione territoriale del questionario verso le imprese, obiettivo (1.500 imprese agricole raggiunte); 1.3 Realizzazione di APP per acquisizione e condivisione Dati e Risultati dei questionari; 1.4 Creazione di Report interattivi per aggiornamento continuo; 1.5 Dall'analisi e studio dei dati alle decisioni informate: strumenti e strategie. WP2 - Agorà territoriali e pianificazione delle risposte 2.1 Definizione format incontri con stakeholder del settore agricolo: impostazione della strategia comunicativa, della reportistica e degli elementi chiave dell'incontro; 2.2 Realizzazione di agorà territoriali tra stakeholder del settore agricolo, almeno 3 su fabbisogni delle imprese, coerenza della consulenza erogata e formazione dei consulenti; 2.3 Creazione report sintetico degli incontri secondo metodologia SWOT; 2.4 Ideazione di una strategia per rispondere ai fabbisogni emersi dal questionario e dagli incontri con strumenti, risorse e indicazioni puntuali. WP3-Creazione della rete di contatti 3.1 Definizione organizzativa dei punti di ascolto, preparazione materiali informativi e formativi; 3.2 Realizzazione di 6 punti di ascolto territoriali (1 per ogni referente Cia) con individuazione di referenti formati e competenti; 3.3 Lavori preliminari alla individuazione di soggetti tecnici/scientifici da coinvolgere nella realizzazione di incontri territoriali di approfondimento; 3.4 Realizzazione di dibattiti tematici con coordinatori scientifici per presentare le idee innovative presenti sul mercato. WP4-Elaborazione e aggiornamento 4.1 Elaborazione ed aggiornamento continuo dei Report (questionari) e Infografiche per Divulgazione Continua. WP5-Visite di scambio 5.1 Individuazione di realtà/esperienze/aziende modello da proporre per la realizzazione di visite guidate formative; 5.2 Realizzazione di 4 visite guidate sul territorio regionale, 2 sul territorio nazionale, 1 sul territorio internazionale. WP6-Coordinamento 6.1 Coordinamento del partenariato di progetto; 6.2 Realizzazione sito internet progettuale; 6.3 Monitoraggio qualità progettuale.
COrBiLa coltivazione dell’orzo biologico da birra nei birrifici agricoliSRG01CerealicolturaFiliere agroalimentariIl progetto intende proporre protocolli agronomici ed indicazioni organizzative e gestionali capaci di favorire la produzione di orzo idoneo alla maltazione sia in favore del generale sviluppo di una filiera brassicola regionale, sia in favore dell’ulteriore sviluppo di birrifici agricoli. Nei birrifici agricoli il malto impiegato nella produzione deve essere per almeno la metà prodotto in azienda. La qualità dell’orzo risente in maniera importante sia dei protocolli agronomici adottati sia dell’andamento meteorologico peculiare di ciascuna stagione vegetoproduttiva. La qualità dell’orzo prodotto incide sulla standardizzazione dei tipi di birra prodotti e pertanto sulla fidelizzazione dei consumatori. La fertilizzazione dell’orzo da birra è sostanzialmente differente da quella del frumento destinato al pane e alla pasta in quanto occorre ridurre al minimo il contenuto proteico della cariosside e massimizzarne la dimensione. Nei terreni delle colline toscane molto spesso la tecnica di concimazione non è calibrata sulle peculiari necessità pedoclimatiche.
CRESCOValutazione degli indicatori di biodiversità per la sostenibilità degli agroecosistemi nell’areale del Chianti Classico e Area VastaSRG01MultifilieraUso delle risorse naturaliCRESCO si propone di sviluppare un DSS in grado di supportare l’agricoltore in una fase di diagnosi precoce nei confronti della qualità del suolo nell’areale del Chianti Classico e zone limitrofe. Ciò grazie alla costituzione di un sistema di riferimento unico, a livello nazionale, del valore biologico dei suoli ed in grado di identificare i metodi di gestione dei suoli più favorevoli in base ai servizi attesi. Questo attraverso la valutazione della qualità microbiologica dei suoli che supportano le colture tipiche della Regione Toscana, in particolare vite ed olivo. Il progetto si avvale della metodologia già sviluppata ed applicata in Francia da i ricercatori dell’INRAE con il progetto ProDij (https://prodij.metropole-dijon.fr/presentation-objectifs-prodij/). CRESCO attraverso la definizione dell’impatto degli usi del suolo e delle pratiche agronomiche e il confronto con gli agricoltori intende identificare e promuovere le modalità di gestione più adatte per mantenere la qualità del suolo.
DIGIFILDigitalizzare filiere sostenibiliSRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneIl progetto potrebbe intitolarsi “Non di solo vino”. Infatti si rivolge alle imprese agricole di un territorio vasto e tra i più rilevanti per l’agricoltura della Regione Toscana, le Province di Arezzo, Grosseto, Livorno e Pisa, dove ancora si mantiene una forte diversificazione delle attività agricole tra i vari comparti produttivi, pur concentrando nell’area la stragrande porzione della produzione regionale di cereali e frutta, con un’olivicoltura in espansione e di grandi potenzialità, come noto. L’obiettivo strategico della nostra strategia AKIS 2024-2027 punta a promuovere un profondo ammodernamento delle coltivazioni, a riqualificare le produzioni e a rivalutare la loro collocazione sul mercato per innalzarne la remunerazione. Come già accaduto anni indietro nel comparto del vino. Percorso che oggi si intreccia con quello già intrapreso per la transizione verde e digitale, per agire in armonia e sinergia con il cambiamento della società e con le istanze del cittadino consumatore. L’obiettivo di questo progetto è di svolgere un’approfondita e ampia azione propedeutica all’innovazione, scegliendo obiettivi di alto valore territoriale per preservare le produzioni tradizionali, rendendole più adatte al nuovo contesto climatico, più redditizie e salutari per l’ambiente e per l’alimentazione umana, in accordo con l’approccio ONE HEALTH promosso dalla FAO, dunque nell’ottica di “intensificazione sostenibile” che punta anzitutto alla rigenerazione dei suoli e alla digitalizzazione. Quanto alle aree di innovazione sono stati scelti: i) due temi orizzontali: la digitalizzazione e il miglioramento sostenibile della qualità e fertilità del suolo; ii) tre filiere che negli ultimi anni presentano maggiori criticità: olivo-oleicola, cerealicola e frutticola rispetto alle quali sono esaminate diverse tipologie di innovazione, che saranno valutate in rapporto alle fasi di filiera, per raggiungere l’obiettivo di un recupero totale di valore delle produzioni (obiettivo finale della nostra strategia 2024-2027 di utilizzo di AKIS). Il risultato concreto atteso è di creare le condizioni preparatorie all’uso ottimale di tutti gli interventi dell’AKIS nel corrente periodo di programmazione, diffondendo la propensione all’innovazione e la cultura della sostenibilità. Rispetto alle filiere critiche, gli obiettivi specifici sono articolati in due cadenze temporali. 1) Nel 2024, individuare i bisogni di innovazione rispetto alle criticità produttive, di mercato e organizzative, collegare le soluzioni innovative ai diversi stadi della filiera e formare i partenariati di futuri GO-PEI, in tempo utile per utilizzare il bando programmato per l’autunno 2024. 2) Nel 2025, in relazione alle necessità di innovazione che saranno emerse dalle precedenti attività, individuare i fabbisogni informazione, dimostrazione, formazione, consulenza e formazione dei consulenti, che possono essere sviluppati rispetto a gruppi target di imprese che saranno sensibilizzate attraverso le attività propedeutiche di questo progetto. Individuare contestualmente le aziende che già utilizzano le innovazioni e che sono disponibili a svolgere azioni dimostrative. Rispetto al tema orizzontale digitalizzazione l’obiettivo è informare e diffondere la conoscenza sui vantaggi e la concreta possibilità di digitalizzare i dati aziendali e utilizzarli per favorire la riduzione dei costi, la razionalizzazione dell’uso delle risorse e degli input, la sostenibilità delle produzioni. Inoltre si cercherà di creare piccole reti tematiche d’innovazione per favorire l’uso mirato ed efficace di tutti gli interventi dell’AKIS nei territori di interesse. Rispetto al tema orizzontale miglioramento della qualità del terreno, l’obiettivo è informare gli agricoltori, diffondere la conoscenza e favorire l’utilizzazione di nuove tipologie di analisi per la caratterizzazione chimico-fisica e microbiologica dei terreni che ne descrivono la fertilità, impostare piani di monitoraggio e di acquisizione digitale delle informazione e collegarvi nuove pratiche colturali per favorire il recupero di fertilità del suolo con metodi naturali e una nuova gestione sostenibile dei terreni. Il progetto partirà con piccoli gruppi di imprese più avanzate, per poi puntare a grandi numeri. La natura dei partecipanti implica di poter coinvolgere una vasta porzione delle imprese agricole del territorio di interesse, puntando a creare “nicchie di innovazione” à la Geels – il punto di riferimento per i processi di transizione in chiave di Multi-Level Perspective MLP di cui ha formulato il quadro teorico e concettuale - e contando sull’effetto dimostrazione. Seguendo questa rigorosa impostazione concettuale, si coinvolgeranno dapprima le imprese più innovative a collaborare con le componenti scientifiche e professionali e si punterà nel seguito alle azioni di informazione e dimostrazione per favorire la più ampia adozione delle innovazioni che puntiamo a introdurre con AKIS, che il partenariato ha individuato tra quelle più qualificanti per le sfide che in questa fase storica dobbiamo affrontare con i nostri territori. La successiva azione di coinvolgimento degli altri attori dell’AKIS – “regime” e “paesaggio” nel linguaggio di Geels- , è parte integrante del meccanismo di MLP e sarà attuata – in questo progetto - attraverso la strategia di comunicazione e il programma di divulgazione. In particolare, secondo quelle che saranno le cadenze dei bandi, si cercherà di impostare dei “percorsi verso l’innovazione” che utilizzino le misure in modo coordinato e sinergico. I GO, imprese e parte scientifica, saranno posti in relazione con le altre linee progettuali per fare da locomotiva di un processo di cambiamento che non vuole essere puntiforme, ma muoversi come un’onda che sospinge un cambiamento ampio. Quanto agli interventi del gruppo SRH, riteniamo che azione dimostrativa e informazione, formazione e consulenza possano anche rappresentare una serie di gradini successivi e coordinati per l’avvicinamento all’innovazione di gruppi che passano dalla sensibilizzazione (grazie a dimostrazione, informazione) all’adozione (accompagnati da consulenza e formazione) e che necessitano di un sistema consulenziale che cresce con le esigenze della domanda (formazione dei consulenti) e che potrà svolgere azioni capillari di supporto all’introduzione dell’innovazione e alla sua ulteriore diffusione.
DRONE FARMINGValidazione di applicazioni da drone per la gestione ottimizzata di operazioni agricole per aumentare la competitività e la sostenibilità delle produzioni tipiche toscane in aree marginali e di pregioSRG01MultifilieraAgricoltura di precisioneIl progetto DRONE FARMING vuole introdurre operativamente la tecnologia UASS (Unmanned Aerial Spray/Spreading System) nelle aziende agricole toscane con l’ottica di aumentarne la competitività grazie alla gestione ottimizzata di operazioni agricole attraverso una nuova tecnologia e all’efficientamento dell’uso delle risorse naturali e degli input produttivi. Il trasferimento dell’innovazione del progetto DRONE FARMING si prevede che possa portare al perseguimento dei seguenti risultati: 1. Identificazione dei parametri operativi per la distribuzione da drone degli input produttivi (sementi, fertilizzanti e prodotti fitosanitari) in diversi areali agricoli toscani in modo da fornire agli agricoltori parametri tecnici fondamentali per l’uso dei droni da applicazione. 2. Creazione di una base scientifica solida a supporto dell’efficacia biologica, della sicurezza ambientale ed operativa delle pratiche di difesa delle colture effettuate mediante drone in modo da aggiornare l’attuale normativa. 3. Efficientamento dell’uso degli input produttivi grazie all’uso di tecniche di agricoltura di precisione da UASS e salvaguardia della sicurezza e della salute degli operatori in riferimento alle attuali tecniche di distribuzione. 4. Trasferimento e supporto dell’innovazione dagli enti di ricerca alle aziende agricole. 5. Disseminazione dei risultati al fine di ottimizzare gli obiettivi precedentemente elencati e formazione agli agricoltori.
ECOFENCESistemi Ecologici e Smart per la Difesa delle Colture dalla Fauna selvaticaSRG01MultifilieraDifesa da malattie e infestazioniIl progetto ECOFENCE si pone i seguenti obiettivi di protezione di diverse tipologie di coltivazioni (oliveto, vigneto, colture ortoflorofrutticole e seminativo) dai danni da fauna selvatica attraverso due innovative tipologie di dissuasione: (1) implementazione e collaudo di un sistema denominato Smart Wildlife Alert sysTem, basato sull’utilizzo combinato di dissuasori acustico-luminosi installati su rover terrestri in grado di eseguire missioni prestabilite all’interno degli appezzamenti da proteggere; questi saranno monitorati con fotocamere ad IA in grado di selezionare le specie target oggetto di dissuasione ed inviare segnali di alert alla piattaforma robotica; (2) recupero, trasformazione e valorizzazione dei sottoprodotti agricoli di scarto (foglie di olivo, raspi della vite, sansa, ecc.) per la produzione di bio-prodotti da utilizzare come repellenti olfattivo/gustativi per la fauna selvatica. L’applicazione degli stessi avverrà attraverso l’utilizzo di rover terrestri in grado di irrorare repellenti secondo strategie di irrorazione ottimizzate. Le soluzioni proposte potranno essere attuate ai diversi contesti colturali in modo indipendente o complementare in relazione alle fasi vegetative da proteggere.
ECOWEEDInnovazione e sostenibilità nel controllo delle infestanti: applicazione delle tECnOlogie ElEttriche in sistemi cerealicoli toscaniSRG01CerealicolturaMeccanizzazioneIl progetto si concentrerà sull’adattamento delle macchine al contesto locale e sulla valutazione dell’efficacia del diserbo elettrico su frumento, mais, sorgo e favino, in aziende biologiche e convenzionali in Toscana. L’innovazione verrà testata mediante l’uso della macchina XPOWER di Agxtend, di CNH Industrial e Zasso (barra: 1,50 m), già presente sul mercato. Sono stati presi contatti per XPOWER barra 3 m ed anche con Rootwave che insieme a Garford sta sviluppato macchine per il diserbo elettrico nell’interfila. Le attività di test includeranno confronto con altre tecniche come il diserbo chimico mediante il monitoraggio visivo delle infestanti e tramite droni; analisi dell’impatto sulla biodiversità e funzionalità del suolo, con attenzione ai funghi micorrizici e ai batteri benefici nel ciclo dei nutrienti; valutazione dell’impatto sulla qualità delle acque e sulla qualità delle produzioni. Poiché il consumo energetico è un aspetto da considerare, all’interno del progetto sarà eseguita un’analisi dell’efficienza energetica ed anche un bilancio per quantificare la riduzione delle emissioni di gas serra. L’integrazione con fonti di energia rinnovabile potrebbe rendere ancor più tale tecnologia una soluzione sostenibile per il futuro dell’agricoltura.
eucaSAFE_GOEucalipto da fronda recisa: strategie integrate per la gestione di malattie emergentiSRG01FlorovivaismoDifesa da malattie e infestazioniIl progetto EucaSAFE_GO si propone di individuare una soluzione concreta per far fronte al fenomeno di deperimento a cui gli eucalipteti destinati alla produzione di fronde recise stanno andando incontro a seguito della diffusione di malattie emergenti in zone della Toscana a forte vocazione floricola, con ripercussioni importanti sull’economia del territorio. L’approccio è basato sull’uso di metodi di diagnostica classica e molecolare (DNA fingerprinting) per l’identificazione dei patogeni coinvolti, su studi epidemiologici e su indagini sulla tecnica agronomica adottata per individuare i fattori scatenanti. Sulla base delle informazioni raccolte, si procederà con l’individuazione di sostanze attive e tecniche di gestione agronomica efficaci nel contrastare la crescita, lo sviluppo e la diffusione degli agenti patogeni identificati. Considerando il ruolo strategico che le fronde ornamentali rivestono nell’ambito della floricoltura Toscana, ma anche in quella nazionale, si prevede che i risultati di EucaSAFE_GO abbiano un impatto positivo sull’intero comparto floricolo. Inoltre, l’approccio adottato potrebbe rappresentare un modello trasferibile anche ad altre aree produttive o colture diverse, che si trovino a fare fronte alla comparsa, sempre più frequente, di malattie emergenti. Gli obiettivi specifici includono : Identificazione delle cause, ad oggi ignote, di malattie emergenti e in rapida espansione che stanno colpendo le piante di eucalipto da fronda recisa nei diversi areali di coltivazione sul territorio toscano. Sviluppo di una Guida pratica per la diagnosi precoce e il monitoraggio dei patogeni in campo. Sviluppo di una Guida pratica per la gestione colturale e fitosanitaria da adottare per contrastare la diffusione delle malattie emergenti agenti del deperimento dell’eucalipto da fronda recisa. Diffusione delle nuove pratiche di riconoscimento, monitoraggio e gestione colturale nelle aziende agricole. Creazione di conoscenze indispensabili per sviluppare test specifici per la diagnosi precoce dei patogeni nel materiale di propagazione ai fini della prevenzione della diffusione di malattie nei nuovi impianti.
EVOCAEvoluzione sostenibile: Valore dell’Olivicoltura per il Carbon Farming e l’Agricoltura ToscanaSRG01OlivicolturaCambiamenti climaticiIl progetto intende dare risposte alle aziende olivicole toscane, fornendo loro informazioni chiave per comprendere e valutare il potenziale delle pratiche di carbon farming e del valore economico dei carbon credits. Nello specifico, il GO intende: Informare gli agricoltori sulle pratiche in grado di generare crediti di carbonio; Effettuare un’analisi costi-benefici a livello aziendale e territoriale (considerando i vantaggi per le aziende di consorziarsi), identificando la superficie minima necessaria per garantire un ritorno economico sostenibile, soddisfacente e scalabile dalla vendita di crediti di carbonio. Fornire informazioni, anche prospettiche dato il dinamismo normativo, sui canali e le modalità di vendita dei crediti in caso di aziende che si certificano. Formare e fornire consulenza agli agricoltori e ai tecnici, dal punto di vista agronomico ed economico, affinché possano valutare con consapevolezza, e avvalendosi degli idonei strumenti di calcolo previsionale, le opportunità collegate alle pratiche di carbon farming e ai carbon credits. Il GO, attraverso i risultati delle prove di campo che verranno condotte nelle aziende partner, così come attraverso gli scambi di conoscenze con altri progetti europei (previsti nelle azioni di networking), svilupperà conoscenze e strumenti operativi consulenziali che intendono accompagnare le aziende olivicole interessate ad entrare nel mercato dei carbon credit.
FACTAFormazione Agricola per Competenze Tecniche AvanzateSRH02MultifilieraCorsi proposti 1) AGRICOLTURA SOSTENIBILE IN PRATICA: STRUMENTI DIGITALI E NORMATIVE PAC 2023-2027 | Gestione sostenibile dell’azienda agricola secondo PAC 2023-2027; utilizzo di tecnologie digitali per migliorare efficienza e competitività. 2) STRUMENTI E METODI PER L’AGRICOLTURA DI PRECISIONE | Tecnologie digitali e Agricoltura 4.0; raccolta e gestione dati (GPS, satelliti, formati digitali); strumenti per gestione delle risorse e piattaforme cloud. 3) ZOOTECNIA E BENESSERE ANIMALE IN PROGRESS | Normativa e controlli sul benessere animale; strumenti di precisione e tecniche per miglioramento degli allevamenti e adattamento ai cambiamenti climatici. 4) CULTURA, PREVENZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO IN SINERGIA CON LA PAC 23-27 | Rapporto di lavoro in agricoltura, sicurezza sul lavoro, parità di genere e gestione dei rischi; strumenti digitali, simulazioni e misure preventive. 5) RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITÀ SISTEMICHE E DELLE COMPETENZE FUNZIONALI PER LA GESTIONE DEI PROCESSI DI INNOVAZIONE INTERATTIVA | Ruolo del consulente come facilitatore; cooperazione, co-progettazione e strumenti per il trasferimento dell’innovazione. 6) PAC 23-27: SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ CONNESSE IN AGRICOLTURA | Supporto alla diversificazione e multifunzionalità aziendale; valorizzazione delle opportunità della PAC. 7) GESTIRE L'AZIENDA AGRICOLA CON L'ECOSISTEMA GOOGLE WORKSPACE| Digitalizzazione aziendale, gestione dati e comunicazione; automazione dei processi e applicazione pratica su casi studio.
FASCIONRICCIOFASHIONRICCIOSRG01FrutticolturaDiversificazione e multisettorialitàIl progetto FASHIONRICCIO nasce per rispondere a una doppia sfida del territorio del Monte Amiata: la gestione sostenibile dei sottoprodotti della castanicoltura e la creazione di nuove opportunità economiche attraverso l’innovazione. Ogni anno, migliaia di tonnellate di ricci di castagna vengono smaltite come rifiuto o bruciate, con impatti negativi sia ambientali che economici. Allo stesso tempo, il settore moda, profondamente radicato nel territorio, è alla ricerca di materiali sostenibili per ridurre la propria impronta ecologica. Attraverso un approccio di bioeconomia circolare, il progetto propone di trasformare il riccio di castagna da scarto a risorsa, valorizzandolo in due modi principali: l’estrazione di composti bioattivi per applicazioni nella conservazione alimentare e la produzione di biomateriali innovativi per il settore moda. L’iniziativa rappresenta un’opportunità per il territorio, favorendo la competitività delle aziende agricole locali e offrendo nuove prospettive per l’industria della moda sostenibile
FASTFormazione per il settore Agricolo e Agroindustriale della Toscana SudSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto intende rispondere ad esigenze formative di aziende afferenti in particolare ai territori di Siena e Grosseto, visto il ruolo ricoperto da Confindustria Toscana Sud, la cui agenzia formativa ha intercettato i fabbisogni di imprese e lavoratori e proposto temi coerenti con le necessità rilevate. Sono aree con caratteristiche simili, come evidenziato dai più recenti rapporti delle rispettive CCIAA1: a Siena il settore agricolo ha la maggiore incidenza di imprese registrate (18% del totale) mentre a Grosseto le imprese agricole rappresentano il 19,14% del totale (dietro solo al commercio). In entrambi è relativamente alta la presenza di imprese agricole femminili (29,8% Siena, 24,8% Grosseto), mentre è bassa la presenza di imprese giovanili (7,3% Siena e 16% Grosseto). Tali dati evidenziano la necessità di azioni che sostengano l’imprenditoria nei settori agricolo e agro-industriale, con particolare riferimento a quella femminile e giovanile. E' stata strutturata una proposta progettuale che presenti contenuti innovativi ed attenzione ai potenziali destinatari, tenendo conto della presenza di imprenditoria femminile, che necessita di forme di sostegno e conciliazione per la partecipazione ai percorsi, e dei giovani, da coinvolgere con azioni mirate di coaching e con temi all’avanguardia sulla transizione digitale ed economica.
FD_STOPstopSRG01ViticolturaDifesa da malattie e infestazioniLa Flavescenza Dorata (FD) rappresenta una delle principali minacce per la viticoltura europea causata da un fitoplasma trasmesso prevalentemente dalla cicalina Scaphoideus titanus. Il progetto FD-STOP nasce con l'obiettivo di sviluppare e implementare strategie innovative per il controllo della FD nell'agro-ecosistema viticolo toscano. L'iniziativa prevede un approccio multidisciplinare basato su tecnologie di monitoraggio iperspettrale, modelli predittivi e strumenti digitali per migliorare la tempestività degli interventi e ridurre l'impatto della malattia. L'analisi comprenderà non solo la vite (Vitis vinifera) e il vettore primario (S. titanus) ma anche ospiti e vettori secondari come Clematis vitalba e Dictyophara europaea. FD-STOP porterà benefici concreti per il settore vitivinicolo toscano, fornendo strumenti tecnologici avanzati e rafforzando le competenze degli operatori.
FLAVOTRACKSviluppo di un sistema di supporto alle decisioni (DSS), basato su tecniche di analisi spettrale da drone, per la mappatura, il rilevamento e la previsione della Flavescenza Dorata in vigneti toscaniSRG01ViticolturaAgricoltura di precisioneIl progetto FLAVOTRACK (Flavescence Dorèe Tracking) mira a sviluppare un sistema innovativo e commercializzabile di supporto alle decisioni (DSS) per il monitoraggio, la mappatura e la previsione della Flavescenza Dorata (FD) nei vigneti toscani, sfruttando tecniche di imaging multispettrale e iperspettrale da drone combinate con misure prossimali a terra per la validazione del dato. La FD è una delle fitopatie più dannose per la viticoltura, causando perdite economiche significative e richiedendo interventi tempestivi per limitarne la diffusione. Attualmente, l'identificazione delle piante infette si basa principalmente su rilievi visivi, spesso tardivi, inefficaci e soggetti a errori. Lo scopo finale del progetto è quello di identificare rapidamente piante affette da FD e di ottenere uno strumento di prevenzione basato su analisi predittive e di rischio fitosanitario, offrendo agli utenti finali (aziende agricole, tecnici, associazioni, servizi fitosanitari regionali) uno strumento avanzato per migliorare in maniera sostanziale il monitoraggio fitosanitario della malattia.
FOCUSForeste CustodiSRG01ForestaleCambiamenti climaticiPEFC Italia, partner del GO, ha codificato alcune funzioni forestali come "Servizi Ecosistemici" certificabili attraverso lo "Standard di certificazione dei Servizi Ecosistemici generati da boschi e piantagioni gestiti in maniera sostenibile PEFC" (Standard-SE): stoccaggio e sequestro del carbonio (SE-C), conservazione della biodiversità (SE-B), servizi turistico-ricreativi (SE-R) e contributo al benessere psicofisico (SE-BF). Riferendosi a questi SE il progetto si propone di: 1. Sviluppare una matrice di valutazione della performance della foresta (Matrice FoCus) per quantificare e massimizzare l'efficienza nella produzione di SE. 2. Sperimentare e adattare nuove "buone pratiche" (BP) nell'ambito dello Standard-SE per massimizzare alcuni SE, in particolare il SE-C e, secondariamente, il SE-B. La matrice FoCus rappresenterà un'importante innovazione consentendo ai proprietari forestali una migliore gestione del bosco tramite l'identificazione degli elementi di fragilità e delle potenzialità, permettendo una gestione efficace in risposta alle sfide ambientali e garantendo sostenibilità economica grazie ai Crediti di Sostenibilità (CS) ottenibili dalla massimizzazione e certificazione degli SE.
For.CO.2Sviluppo di un sistema di supporto decisionale per migliorare l’assorbimento del carbonio nelle foreste della Riserva della Biosfera Appennino Tosco EmilianoSRG01ForestaleCambiamenti climaticiAttraverso l’adozione di soluzioni gestionali e selvicolturali più responsabili e consapevoli della portata del problema climatico, anche i gestori e i proprietari delle foreste dell’Appennino Settentrionale possono attivamente contribuire al raggiungimento di questo importante obiettivo La strategia applicabile è quella dell’incremento della massa organica per unità di superficie che a sua volta si può ottenere attraverso l’aumento del volume complessivo della massa legnosa, l’incremento della crescita secondaria, l’allungamento dei turni di utilizzazione delle foreste, la difesa antincendio, il contenimento dei danni biotici e abiotici e la conversione della forma di governo da ceduo a fustaia. In quest’ottica, la frammentazione della proprietà forestale, l’assenza di pianificazione su area vasta nonché l’indisponibilità di dati sufficientemente affidabili e robusti per una pianificazione forestale indirizzata ad aumentare lo stock del C in foresta con i metodi sopra elencati, rappresentano ancora oggi uno dei principali fattori limitanti ad una efficace azione di mitigazione climatica da parte delle foreste appenniniche. In questo contesto generale, il progetto si propone di introdurre un miglioramento significativo nella pianificazione e nella gestione delle foreste attraverso strumenti ed algoritmi decisionali che siano in grado di favorire l’aggregazione di proprietari e facilitare l’acquisizione di dati utili alla pianificazione forestale, abbassandone i costi. A tale scopo il progetto svilupperà e testerà un sistema di supporto decisionale e gestionale, basato su soluzioni tecnologiche e strutturato a moduli, utile alla redazione di piani di gestione anche a piccole superfici forestali di privati nonché al raggiungimento o mantenimento della certificazione di gestione forestale sostenibile e alla quantificazione puntuale del sequestro e stoccaggio del carbonio forestale
G.R.E.E.N.Gestione Responsabile delle Energie e dell'Ecosistema NaturaleSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto formativo si propone di fornire alle aziende agricole e ai professionisti del settore competenze avanzate su tecnologie e pratiche sostenibili in agricoltura. Basato su problematiche concrete del territorio toscano, come la gestione sostenibile delle risorse idriche, la riduzione delle emissioni di CO₂ e il miglioramento della fertilità del suolo, il progetto è coerente con le priorità della PAC e con gli obiettivi di sostenibilità delineati dalla Regione Toscana. Il progetto è pensato per rispondere a esigenze specifiche del territorio toscano, caratterizzato da una forte vocazione agricola e dalla necessità di affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e alla sostenibilità ambientale. I contenuti formativi sono progettati per essere pertinenti e adattabili alle problematiche reali del settore agricolo, con particolare attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ottimizzazione delle risorse naturali.
GAMBASSI EXPERIENCEOasi sensoriali e della biodiversità per una diversificazione autentica e competitiva del territorioSRG01FlorovivaismoBiodiversitàIl progetto si propone di creare una rete di oasi sensoriali attraverso la valorizzazione della biodiversità locale e lo sviluppo di esperienze turistiche autentiche ed esperienziali. Le azioni principali comprendono la coltivazione di piante aromatiche e la trasformazione delle erbe per produrre una linea di prodotti legati al benessere, come idrolati e un’Acqua di Gambassi Terme, acqua cosmetica a base di Acqua Salsa di Pillo ed estratti di erbe officinali. Inoltre, saranno progettati itinerari sensoriali per attrarre turisti e visitatori, migliorando al contempo il paesaggio rurale e la sostenibilità ecologica delle aziende agricole locali. Il progetto promuove la formazione di competenze agricole, il rafforzamento dell’identità territoriale e lo sviluppo di un marchio distintivo per il benessere, con l’obiettivo di incrementare il reddito agricolo e la competitività del territorio. Il progetto affronta la crescente necessità di diversificare le attività agricole per migliorare la sostenibilità ecologica e incrementare il reddito agricolo, riducendo la dipendenza dalle colture tradizionali. Le oasi sensoriali proposte non solo contribuiranno alla conservazione della biodiversità, ma offriranno anche nuove opportunità economiche attraverso il turismo rurale sostenibile. Il rafforzamento dell’identità di Gambassi Terme come destinazione turistica basata sulla natura e sul benessere rappresenta un’opportunità per migliorare l’attrattività del territorio.
GDTNuove Opportunità Green & Digital per l'Agricoltura ToscanaSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto formativo proposto si pone l'obiettivo di rafforzare il settore agricolo toscano attraverso un approccio collaborativo e orientato alla pratica. L'iniziativa mira a fornire agli operatori del settore, siano essi imprenditori, addetti o soggetti pubblici e privati coinvolti nello sviluppo rurale, le competenze e gli strumenti necessari per affrontare le sfide contemporanee. Obiettivo finale è la creazione di un sistema agricolo che sia allo stesso tempo produttivo, rispettoso dell'ambiente e socialmente equo. Dal punto di vista ambientale, ci si aspetta un aumento della biodiversità, un miglioramento della qualità del suolo e dell'acqua e una riduzione delle emissioni di gas serra. Dal punto di vista socioeconomico, si prevede lo sviluppo economico locale, la produzione di alimenti più sani e di qualità superiore, il rafforzamento delle comunità rurali e una maggiore consapevolezza ambientale tra i cittadini. In sintesi, un progetto di questo tipo mira a creare un'agricoltura in armonia con l'ambiente, capace di generare benefici concreti per le comunità locali e per l'intera società, promuovendo un miglioramento della qualità della vita, la tutela dell'ambiente e uno sviluppo economico sostenibile.
GO VITEAUTValorizzazione dei vitigni autoctoni toscaniSRG01ViticolturaBiodiversitàIl programma si propone la valorizzazione del germoplasma autoctono toscano secondo varie direttrici. In primo luogo si lavorerà sui vitigni già iscritti al Catalogo Nazionale delle Varietà scarsamente o affatto impiegati nella pratica viti-vinicola. Le capacità di resilienza di questi vitigni soprattutto in relazione al cambiamento climatico in atto non sono perfettamente note per cui il primo passo di questo progetto sarà di stabilire il comportamento bioagronomico ed ecologico nei ben diversificati contesti delle aziende partner di progetto, in relazione alle mutate condizioni climatiche. In riferimento all’adattamento dell’innovazione, saranno studiati diversi aspetti colturali ed enologici al fine di poter indicare, per ciascun vitigno, le più idonee tecniche di allevamento e vinificazione. Per alcuni dei vitigni sono presenti nel territorio diversi biotipi per cui sarà utile una approfondita caratterizzazione ampelografica e genetica per chiarirne l’identità. Un altro piano di lavoro prevede di valutare la possibilità di aumentare il numero dei vitigni iscritti al Catalogo per cui su un gruppo di varietà già reperite e raccolte in un vigneto “collezione” si procederà con la caratterizzazione genetica ed ampelografica oltre che tecnologica per valutarne tutte le caratteristiche. Particolare importanza sarà rivolta al comportamento ecofisiologico per valutarne il grado di resilienza. Per favorire l’adattamento dell’innovazione guardando anche ai successivi segmenti della filiera, si raccoglieranno informazioni economiche e di mercato dalle poche aziende toscane che riescono a produrre e vendere con successo vini derivanti da alcuni vitigni autoctoni, per tracciare una road map che possa guidare altri produttori a impiegare alcune varietà di vitigni autoctoni per diversificare la produzione e offrire al consumatore prodotti più differenziati e profondamente legati al territorio e prodotti in modo sostenibile.
GOVERFONDGovernance fondiaria - Nuovi modelli di aggregazione!SRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneNelle aree rurali si assiste da tempo ad una progressiva frammentazione delle proprietà fondiarie che mette al centro delle politiche il tema dell’accesso alla terra e della mobilità fondiaria. I limiti di una politica fondiaria che non è ancora riuscita a favorire in maniera adeguata il recupero produttivo di un patrimonio fondiario, pubblico e privato, che in molte aree del paese versa in un crescente stato di abbandono mettono in evidenza la necessità di individuare nuove forme di governance che consentano un accorpamento e una aggregazione di proprietà fondiarie per rilanciare il tessuto socioeconomico, ambientale, agricolo e forestale di queste zone. L’attività di progetto sarà svolta nelle aree interne della Toscana. Il progetto corrisponde agli obiettivi trasversali e specifici in quanto prevede l’ammodernamento del settore agricolo forestale, promuovendo e condividendo conoscenze, innovazioni e processi di digitalizzazione nell'agricoltura e nelle aree rurali, incoraggiandone l'utilizzo nello specifico come segue: Far emergere le idee innovative in risposta ai fabbisogni delle imprese (compreso il setting up dei Gruppi Operativi: preparazione progetto e partenariato); Migliorare i processi di formazione, informazione e la diffusione delle conoscenze; Favorire i processi di condivisione e adozione delle innovazioni; Collegare gli attori dell'AKIS Il progetto corrisponde agli obiettivi della strategia forestale nazionale. Le attività si articoleranno per tutte le lettere previste dal bando (A; B; C; D;) e si articolano in azioni di supporto all’innovazione ed erogazione di servizi rivolti ai settori agricolo, forestale e agroalimentare, che forniranno delle risposte sistemiche alle esigenze/problemi delle imprese e dei territori rurali. Le attività previste forniranno e agevoleranno i collegamenti tra gli imprenditori e gli altri attori dell’AKIS, agli enti di ricerca e fra questi anche i consulenti al fine di risolvere problemi o affrontare fabbisogni di innovazione emersi nelle attività. Il progetto nel suo insieme prevede anche la realizzazione e gestione di punti di ascolto, accoglienza e incubatori di idee per le imprese, allo scopo di far emergere e individuare le idee innovative, organizzando interventi formativi, informativi, dimostrativi e di consulenza integrati tra loro e diretti alle imprese. Altro punto fondamentale delle attività è quello di accompagnamento alla nascita o potenziamento di aziende dimostrative e realizzazione su piccola scala di prove sperimentali e di collaudo dell’innovazione e scambi di conoscenze peer to peer. I risultati attesi sono identificabili con: a) presentazione durante gli interventi formativi, informativi, dimostrativi e i consulenza integrati tra loro e diretti alle imprese, di esempi di schemi PSEF dal livello locale a quello sovranazionale replicabili con gli opportuni adattamenti ai contesti di studio; b) sistema informativo territoriale su base GIS (Geographic Information Systems) della domanda e dell’offerta di servizi ecosistemici agro forestali per le aree di riferimento con creazione di modelli di quantificazione economica delle esternalità basati su algoritmi open-source aggiornabili e replicabili; c) linee guida (due casi di studio) per meccanismi di PSEF realizzabili nel territorio boscato dei partner progettuali e riferibili a strumenti di governance forestale virtuosi e innovativi. I modelli di gestione forestale che potranno scaturire dalle analisi svolte potranno essere impiegati per diverse finalità. Offrire gli strumenti adeguati alla creazione di forme di associazionismo fondiario. Stimare il valore delle produzioni di mercato e non di mercato conseguenti ai modelli gestionali individuati. Offrire ai decisori pubblici informazioni utili per prendere decisioni in ambito pianificatorio e gestionale e per la valutazione degli interventi di finanziamento da implementare. Gli ulteriori risultati attesi di progetto riguardano: favorire la collaborazione e l’interazione tra gli attori dell'AKIS; sviluppare le idee innovative in risposta ai fabbisogni (compreso il setting up dei Gruppi Operativi; accrescere le competenze e le conoscenze; favorire i processi di condivisione e adozione delle innovazioni.
GREENSALTLe alofite: un "Nuovo" prodotto per la competitivita' e la diversificazione delle imprese a fronte di una crescente<br>Salinizzazione dei suoliSRG01OrticolturaDiversificazione e multisettorialitàAttraverso un approccio multidisciplinare e multi-attore, GREENSALT esplora il potenziale delle alofite per affrontare la salinizzazione dei suoli e migliorare la sostenibilità delle aree marginali, utilizzando diverse specie endemiche (Salicornia spp, Halimione portulacoides, Crithmum maritimum, Beta vulgaris subsp. maritima). Le attività principali includono la valutazione della produttività delle alofite, la creazione di una nuova filiera agroalimentare, lo sviluppo di prodotti freschi e trasformati adatti alle diete tradizionali locali e la formazione degli stakeholder locali. Il progetto prevede la creazione di una Comunità di Pratica per il trasferimento di conoscenze e il miglioramento dell'accettazione sociale delle alofite. Obiettivi specifici: • Valutare la produttività delle alofite in campo e analizzare la sostenibilità della coltivazione su terreni marginali. • Espandere la produzione delle alofite da pratiche locali a una coltivazione su larga scala. • Co-Creare nuovi prodotti alimentari a base di alofite. • Co-disegnare un piano di marketing per questi prodotti. • Sensibilizzare gli stakeholder sulla gestione dei suoli salinizzati. • Supportare la creazione di una Comunità di Pratica per la gestione delle terre salinizzate.
GRIINTecnologie per gestire la risorsa idrica in vignetoSRG01ViticolturaRisorse idricheIl progetto del gruppo operativo GRIIN mira a introdurre dei sistemi che consentono di ottimizzare l'uso dell'acqua nei vigneti irrigati e di gestire lo stress idrico nei vigneti non irrigati, migliorando la produttività e la qualità delle uve. L’efficacia dei sistemi applicati sarà validata da rilievi in campo sulla fisiologia della pianta e sul miglioramento delle performance produttive della vite. Verrà implementato un sistema di supporto alle decisioni (DSS) per il monitoraggio del bilancio idrico del vigneto, integrando sensori avanzati, dati meteorologici e tecnologie di monitoraggio da remoto. La proposta si estende all'uso delle vibrazioni acustiche, applicate tramite trasduttori, per stimolare i meccanismi fisiologici della vite, aumentando la tolleranza allo stress idrico.
IN.PACTInnovazione e trasferimento della conoscenza per la valorizzazione economica, sociale e culturale dell’agrobiodiversità dei prodotti agricoli tradizionali della ToscanaSRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneIl progetto intende individuare ed attivare soluzioni innovative in campo agricolo per valorizzare l’agrobiodiversità, con particolare riferimento ai prodotti agricoli tradizionali (PAT) e trasferimento di conoscenza tra PMI del mondo rurale, della ristorazione, del turismo. L’obiettivo è la conservazione, la tutela e la valorizzazione del bene territoriale comune, da attivare collettivamente, favorendo la crescita e lo sviluppo dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) allo scopo di produrre benefici multipli per l’ambiente e la società. Obiettivi di progetto: conservare e valorizzare l'agrobiodiversità; analizzare le caratteristiche dei sistemi produttivi dei PAT e delle loro connessioni con la comunità e le tradizioni locali (storia, cultura, territorio). Analizzare le potenzialità di mercato dei PAT; sostenere e valorizzare l'offerta congiunta di prodotti di qualità differenziata, di servizi e di benefici sociali e ambientali all'interno delle filiere, dei sistemi agroalimentari e dei territori; favorire il riconoscimento degli stakeholder locali e il loro coinvolgimento attivo nella conservazione e nell’utilizzo del territorio; identificare gli elementi di qualità dei PAT che possono essere valorizzati (unicità, salubrità, identità, qualità ambientali, resistenza, resilienza); misurare non solo la volontà dei consumatori di pagare per i prodotti, ma anche la volontà della collettività di pagare per godere dei servizi dell’ecosistema; attivare e consolidare le reti tra agricoltori e all’interno delle filiere e dei territori; migliorare le attività di inserimento dei PAT sul mercato, individuando i canali commerciali e le azioni di comunicazione più adatte; sviluppare azioni di valorizzazione collettiva dei PAT; far emergere bisogni e nuovi progetti, condividere e trasmettere conoscenza accompagnando la formazione di nuove iniziative e reti, e nuove imprese basate sui PAT; migliorare le infrastrutture di sostegno alle filiere dei PAT e delle attività collegate; miglioramento del capitale umano a livello tecnico, organizzativo, sociale attraverso il miglioramento delle attività di formazione e scambio di conoscenze sulle diverse dimensioni dei PAT; accompagnare la formazione di nuove imprese e reti di imprese basate sui PAT, e nuovi interventi di policy.
INNOV-AKIS)Formazione per l’INNOVazione digitale e rafforzamento del ruolo del consulente nel sistema AKIS toscanoSRH02MultifilieraCorsi proposti 1) INTRODUZIONE ALLA DIGITALIZZAZIONE DEI DATI AGRICOLI E ZOOTECNICI | Raccolta e gestione dati aziendali; uso di sensori, droni, GPS e piattaforme digitali per analisi e monitoraggio. 2) UTILIZZO DI PIATTAFORME SOFTWARE PER LA GESTIONE E PIANIFICAZIONE AZIENDALE | Software gestionali e piattaforme cloud per pianificazione produttiva, analisi dati e gestione aziendale. 3) INTRODUZIONE AI SISTEMI DI SUPPORTO ALLE DECISIONI (DSS) ED ELEMENTI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MACHINE LEARNING IN AGRICOLTURA | DSS, modelli predittivi e applicazioni di AI e machine learning su dati agroclimatici e produttivi. 4) IL SISTEMA AKIS E IL RUOLO STRATEGICO DEL CONSULENTE AGRICOLO COME FACILITATORE DELL’INNOVAZIONE | Struttura AKIS, ruolo del consulente, analisi partecipata, co-progettazione e living lab. 5) STRUMENTI DIGITALI PER LA CONSULENZA AGRICOLA | Piattaforme digitali, software gestionali e strumenti collaborativi per la consulenza aziendale. 6) APPROFONDIMENTI SU PEI-AGRI, RETE RURALE NAZIONALE, PAC 2023–2027 E CSR TOSCANA | Principali linee di intervento della PAC 23-27, strumenti e iniziative del CSR Toscana e approfondimenti tematici.
INNOV.AGRIInnovazione Sostenibile: Strumenti per un'Agricoltura Competitiva e EcologicaSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiIl progetto nasce in risposta a specifici fabbisogni rilevati attraverso un processo dinamico di analisi del contesto, dal coinvolgimento di stakeholder del settore e dal confronto con gli imprenditori. Di seguito specificità che potremmo ormai definire strutturali per la Toscana e che hanno rilevanti implicazioni ambientali economiche e sociali e che sono all’origine della presente proposta: 1. “La Toscana continua a perdere superficie nelle aree montane. Le motivazioni hanno a che fare con fenomeni di più ampia portata come lo spopolamento di aree interne. Il venir meno del presidio e delle opere di manutenzioni idraulico-agrarie, la perdita del prato-pascolo e di specie vegetali e animali autoctone e l’incedere di boschi arbustivi rischiano di aumentare ulteriormente la fragilità di queste aree e i rischi di incendi, dissesto idro-geologico e di riduzione della bio-diversità, con conseguenze per l’intero territorio regionale” 2. Siccità prolungate ed eventi meteorologici intensi amplificano queste problematiche, rendendo urgente l'adozione di strategie di gestione sostenibile e adattamento ai cambiamenti climatici. 3. Considerato la perdita di superfici coltivabili, registriamo, per contro, “la capacità dell'agricoltura Toscana di estrarre valore dalle sue produzioni di pregio, legate al territorio e al brand Toscana, che ha mantenuto il valore aggiunto. 4. Le donne rappresentano circa il 32% delle imprese agricole in Toscana (circa 16.000 aziende), posizionando la regione tra le prime in Italia. Le aziende agricole guidate da donne sono più innovative e informatizzate rispetto alla media nazionale, sono aziende spesso biologiche che mostrano una maggiore propensione agli investimenti sostenibili e green. Nonostante ciò, esistono difficoltà nel lavoro femminile nel settore agricolo.
KARSAKeyline design e agricoltura rigenerativa - Modello agro-ecologico di gestione delle risorse idriche e dei suoli in aree agricole a seminativoSRG01CerealicolturaUso del suoloIl progetto si propone di validare e promuovere un modello agroecologico volto all'ottimizzazione della gestione del suolo e dell’acqua in aree agricole a seminativo caratterizzate da scarsità idrica. Questo modello integra tecniche di progettazione paesaggistica e agronomica avanzate, come il Keyline Design, per ottimizzare l'uso delle risorse naturali e migliorare la produttività agricola nel lungo periodo. Il progetto nasce da un'esigenza specifica delle aziende agricole coinvolte e prevede il coinvolgimento di partner con solide competenze tecnico-professionali che, integrandosi, risultano fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi previsti. L’adozione di un approccio agroecologico mira a risolvere alcune delle emergenze più urgenti che l’agricoltura contemporanea deve affrontare, quali la degradazione della qualità dei suoli, la scarsità di acqua e l’adattamento ai cambiamenti climatici, migliorando allo stesso tempo la resilienza delle colture e la sostenibilità dell’attività agricola. Il progetto affronterà queste problematiche proponendo una metodologia che si articola in due macro azioni principali: 1: In quattro aziende agricole biologiche e nell’azienda sperimentale del CREA, tutte ubicate nella valle del Mugello e coltivate a seminativo, su una superficie totale da 25 a 50 ettari saranno effettuati piccoli movimenti di terreno e realizzati solchi (swales) lungo le curve di livello e pattern di coltivazione su curve in dislivello (keylines), per rallentare il deflusso superficiale ed aumentare l’infiltrazione dell’acqua nel suolo. Inoltre, sarà attuato un piano di uso del suolo finalizzato a diversificare le produzioni aziendali, ripristinare la fertilità, aumentare il contenuto di umidità, favorire l’immagazzinamento dell'acqua nel suolo e la ricarica le falde acquifere nonché ridurre l’erosione superficiale. 2: Saranno organizzate attività di formazione e interscambio con agricoltori e altri stakeholders del settore agricolo. Queste “giornate pratiche” permetteranno ai partecipanti di apprendere le metodologie per il tracciamento delle curve di livello, la realizzazione di opere per favorire l'infiltrazione dell’acqua ed il monitoraggio di alcuni indicatori di salute del suolo.
L.O.F.T.Luppolo, Orzo, Frumento, Toscano: la casa della biodiversità brassicola toscanaSRG01CerealicolturaFiliere agroalimentariIl progetto del Gruppo Operativo LOFT introduce innovazioni per rafforzare la filiera brassicola toscana, combinando tecniche agronomiche avanzate, economia circolare e soluzioni per migliorare la biodiversità locale. Le innovazioni principali includono: adattamento varietale di luppolo, orzo e frumento toscano tramite tecniche agronomiche ottimizzate, ispirate a modelli internazionali, come in Belgio e California. Per il luppolo, si seguiranno le indicazioni del progetto PS GO 2017 “Hops Tuscany”; tecnologie di essiccazione e conservazione innovative per preservare gli aromi e le proprietà organolettiche dei cereali. Queste tecniche, sperimentate in altri settori, saranno adattate al contesto toscano; valutazione di tecniche di maltazione già in uso in altre realtà nazionali e europee per la realizzazione di birre con i prodotti forniti dai partner agricoli; Strategie di economia circolare per la gestione degli scarti, trasformandoli in fertilizzanti naturali o mangimi, un modello testato nel nord America e nord Europa, ma poco applicato a livello regionale; valorizzazione dei sottoprodotti, come i residui della birrificazione e i cereali e frutti per la produzione di birre speciali; sviluppo competitivo della filiera brassicola toscana e l’applicazione di buone pratiche di laboratorio per la trasformazione delle materie prime in prodotto finito. Il progetto mira a rispondere alle sfide del cambiamento climatico, valorizzando le risorse locali e migliorando la sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale e aumentando il valore commerciale delle materie prime. Risponde anche alla crescente domanda di prodotti sostenibili e di alta qualità, migliorando la competitività dei birrifici toscani sul mercato nazionale e internazionale. Le attività di collaudo e dimostrazione, inclusi i test di consumatori e panel professionali, saranno fondamentali per testare la qualità delle birre e dei prodotti derivanti dal recupero degli scarti. Questi test aiuteranno a identificare le soluzioni per ottimizzare il processo e garantire materie prime conformi alle esigenze produttive locali.
LUPUS ETRURIAEMonitoraggio della presenza del lupo in Toscana. Strategia di prevenzione degli attacchi predatori negli allevanti ovini per produzioni regionali di eccellenzaSRG01ZootecniaIl monitoraggio del lupo svolto attravers o l’uso di fototrappole poste in punti di passaggio e marcatura da parte di branchi di lupi individuati all’interno di griglie che coprono l’intera area da monitorare e la successiva analisi dei filmati ricavati che permetto no di determina re gli individui riprodutt ivi e il loro riconoscimento individuali rappresentano un approccio sperimentale innovativo che ha trovato applicazione a livello scientifico e su scala limitata in Italia (Mattioli et al. 2018) ed è in via di applicazione su scala provinciale sulle Alpi, nel la provincia di Belluno. A questo approccio sino ad oggi in Italia si è preferito l’uso di metodologie basate sulla analisi genetica non invasiva accompagnata dalla modellizzazione delle presenze (Gervasi et al. 20 24). Q uesta modalità, però, ha il limite di forni re stime sul numero complessivo di lupi presenti senza alcun riferimento alla localizzazione dei branchi che, come ricordato, è un elemento fondamentale per una gestione proattiva della specie. Al contrario in Germania ed in Francia si è scelto di procedere al monitoraggio, svolto con metodologie diverse, finalizzato alla individuazione dei branchi di lupo.
Me.Di.Pa.Meno diserbo più ambienteSRG01FlorovivaismoDifesa da malattie e infestazioniIl Progetto Me.Di.P.A.vuole aumentare la sostenibilità e la competitività aziendale nella gestione integrata delle erbe infestanti attraverso la sperimentazione e messa a punto delle innovazioni tecnologiche e delle pratiche colturali qui di seguito elencate: Uso di estratti acquosi economici e sostenibili prodotti da matrici vegetali di scarto attraverso la cavitazione idrodinamica e con effetto allelopatico in sostituzione dei mezzi chimici di sintesi per il controllo delle infestanti. Impiego di pacciamanti naturali, compreso il BIOPAC® in combinazione o meno con gli estratti acquosi antigerminanti. In particolare, il BIOPAC® è un formulato naturale composto da fibre vegetali di varia natura e da un collante organico di sintesi che genera una barriera resistente alle infestanti migliorando notevolmente le condizioni generali di crescita della pianta ornamentale. Riduzione dell'uso di diserbanti chimici di post emergenza (fino al 50%) mediante l'utilizzo di una barra irroratrice (spray bar-kKit) per l’applicazione a rateo variabile. Uso di macchine innovative come operatrici per il diserbo elettrico.
MICO_ALTMIglioramento e CO-creazione della gestione sostenibile delle Aflatossine nella piana di Lucca e nel Territorio toscanoSRG01CerealicolturaDifesa da malattie e infestazioniLe aflatossine, prodotte da funghi come Aspergillus flavus, contaminano i raccolti di mais, rappresentando un rischio per la salute animale e umana, danneggiando la qualità dei prodotti agricoli e riducendone il valore economico. Il rischio di contaminazione aumenta con le condizioni climatiche estreme, come siccità e ondate di calore, fenomeni in crescita a causa dei cambiamenti climatici. Il progetto affronta questa problematica sviluppando un sistema integrato per monitorare e prevenire la contaminazione da aflatossine, promuovendo pratiche agricole più resilienti e sostenibili. Attraverso un approccio multi-attore, che coinvolge agricoltori, ricercatori, consulenti e altri stakeholder, il progetto favorirà l'adozione di tecnologie digitali avanzate, pratiche agronomiche innovative e soluzioni eco-compatibili. Saranno inoltre previsti test in campo, attività di formazione, consulenza e la disseminazione dei risultati per favorire l’adozione delle soluzioni sviluppate. In sintesi, MICO-ALT mira a rafforzare la resilienza delle aziende agricole, favorire l'innovazione e migliorare la sostenibilità, attraverso un approccio integrato e partecipativo che coinvolge tutti gli attori dell’ecosistema AKIS, con un impatto positivo sulla qualità del mais, la competitività delle aziende agricole e la gestione del rischio da aflatossine.
OVINNOVAInnovazioni e tecnologie per una gestione del pascolo ovino in Toscana resiliente ai cambiamenti climaticiSRG01ZootecniaAgricoltura di precisioneIl progetto OVINNOVA si pone l'obiettivo generale di promuovere e testare l’utilizzo di strumenti innovativi nel settore ovino estensivo toscano, con particolare riferimento a tecnologie all’avanguardia (monitoraggio della produttività del pascolo da remoto tramite immagini satellitari e modellistica) e zootecnia (sistemi di tracciamento e confinamento degli animali) proprie dell’agricoltura di precisione, corroborati dallo studio di miscugli foraggeri resistenti alla siccità. Le innovazioni proposte sono pensate per essere integrate fra loro in una piattaforma web/app al fine di ottimizzare l’intero processo di gestione e sfruttamento delle risorse foraggere presenti sul territorio, permettendo di mantenerne la produttività nel tempo e fornendo un supporto decisionale e gestionale all’allevatore.
Pata.Loca.In.FilieraValorizzazione delle varietà locali regionali di patata, tra innovazione, conservazione e sostenibilitàSRG01OrticolturaBiodiversitàIl progetto propone diverse azioni: realizzazione di una filiera produttiva di tubero seme di varietà locali, ed un sistema di packaging che identifichi il prodotto unitamente all’adozione di un marchio riconoscibile dal consumatore. La produzione di tubero seme sano prevede varie fasi: l’allevamento in vitro della pianta madre, la sua moltiplicazione, la produzione di mini tuberi in serre protette dai vettori dei virus. Poi in pieno campo seguono 3-4 cicli annuali di moltiplicazione per ottenere tubero seme da seminare. La produzione di tubero seme classica, per il tempo necessario, risulta estremamente costosa e in Italia non esiste tantomeno per le varietà locali. L’innovazione di questo progetto consiste nell’introduzione della tecnica di allevamento in aeroponica per la produzione dei mini tuberi con un aumento di produzione fino a 10 volte maggiore rispetto al classico metodo in vaso in serra protetta, oltre che una maggiore uniformità di mini tuberi prodotti che ne permette il diretto utilizzo in pieno campo e una riduzione dei cicli di moltiplicazione a 1-2 anni riducendo i costi di produzione. Questo renderà possibile una produzione in scala ridotta di tubero seme con costi contenuti anche per le varietà locali; moltiplicazione del tubero seme classe E da parte delle aziende agricole partner del progetto che si occuperanno della distribuzione agli altri agricoltori coltivatori di varietà locali e testeranno i macchinari innovativi per ridurre l’utilizzo di prodotti chimici; identificazione del prodotto finale, frutto di una germoplasma selezionato coltivato in aree vocate per le varietà locali conserverà tutte quelle qualità organolettiche che ne faranno un prodotto di eccellenza e che verrà valorizzato da un marchio riconoscibile e da un packaging adeguato al mercato. Questa attività verrà primariamente messa a punto sulla varietà locale “Bianca del Melo” nell’area di comune di Cutigliano (PT), ampliabile a tutte le varietà locali toscane mettendo a sistema il progetto; definizione di un modello di produzione del tubero seme per le varietà locali estensibile a tutto l’areale produttivo dell'Appennino toscano e quindi a disposizione di molteplici realtà produttive.
PER-CORSI BIODIVERSIPercorsi formativi innovativi per uno sviluppo rurale sostenibile in toscana attraverso l'implementazione di approcci sistemici e multi-stakeholderSRH03MultifilieraAgricoltura socialeIl progetto PER-CORSI BIODIVERSI è orientato a potenziare e rafforzare le conoscenze legate alla valorizzazione della biodiversità animale, vegetale e floricola quali elementi identitari delle diverse aree regionali mediante un approccio sistemico e partecipativo. Il progetto si propone di stimolare gli attori economici della filiera agricola verso l’acquisizione di nuovi “saperi” veicolati mediante il trasferimento dell’innovazione. In particolare, è proprio il tema del trasferimento dell’innovazione l’asse portante di tutto il progetto, intesa in termini di introduzione di buone pratiche agricole e nuove tecnologie, adozione di strumenti a supporto di una gestione più efficace ed efficiente, ma anche basata sul trasferimento di conoscenze per educare ad un uso appropriato e sostenibile delle risorse, dell’ambiente e del paesaggio. Si sottolinea come il tema legato alla eco-sostenibilità della filiera agricola sia molto forte poiché la crescita della popolazione e il miglioramento della qualità di vita ha determinato un aumento del consumo e della domanda di risorse naturali a livello mondiale, problematiche affiancate dai cambiamenti climatici in atto, che stanno obbligando tutto il settore ad un adattamento significativo senza precedenti. Allo stesso tempo è avvertita l’esigenza di una agricoltura che metta al centro le persone, che garantisca qualità e salubrità del cibo, proteggendo il terreno, l’acqua e il clima e assicurando stabilità socio-economica al settore.
POPE BIOPolvere Sei, Pellet Diventerai: POPE BIO per un’agricoltura sostenibileSRG01OlivicolturaGestione dei sottoprodotti agricoliPOPE-BIO affronta le principali criticità del settore agricolo, come la perdita di fertilità del suolo, l’erosione, l’inquinamento da fertilizzanti chimici e la gestione inefficiente dei sottoprodotti agro-zootecnici. La strategia si basa sul recupero e sulla trasformazione di ceneri esauste, farine disoleate e letame ovino e bovino in ammendanti organici adatti all’agricoltura biologica. Questo approccio circolare riduce i rifiuti e migliora la qualità del suolo, aumentando la produttività agricola. Il progetto sarà testato su tre aziende agricole nelle colline senesi e nella Val di Cornia (LI), con campi sperimentali suddivisi per valutare l’efficacia di diverse formulazioni di POPE-BIO (POPE, con ceneri esauste e farina disoleata, già validato nel progetto Polvere sei Pellet diventerai; POPE-LB, arricchito con letame bovino; POPE-LO, arricchito con letame ovino) rispetto a un controllo non trattato. L’obiettivo è dimostrare che il loro impiego migliora la fertilità del suolo, la qualità dell’olio prodotto e la sostenibilità economica delle aziende coinvolte. Si prevede che POPE-BIO possa migliorare la fertilità del suolo, con un incremento della sostanza organica e una maggiore capacità di ritenzione idrica, favorendo la stabilità del terreno e riducendo il rischio di erosione.
PRECISION SMARTFormazione avanzata per un’agricoltura efficiente e sostenibile attraverso l’innovazione digitaleSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiL’obiettivo generale del progetto è accompagnare il sistema agricolo toscano nella sfida all’adozione dell’Agricoltura di Precisione: mantenendo gli standard qualitativi tipici di una produzione distintiva in cui natura, rispetto del suolo, paesaggio, cultura contadina, convivano pienamente. Questo in sinergia con i criteri razionali di un’azienda moderna, attenta ai parametri della qualità, dell’efficienza produttiva e della sostenibilità ambientale. PRECISION SMART è stato progettato per dare il proprio contributo impegnando più del 70% delle attività proposte in materia di sostenibilità ambientale delle aziende, letta in combinato, con le sfide del cambiamento climatico e le opportunità di Agricoltura di precisone e digitalizzazione; che si concretizzano - a loro volta - in oltre il 70% delle ore di formazione erogate riconducibili a Tematica 1.
PrecisionSheep 2.0Transizione digitale per la zootecnia di precisione nell’allevamento ovino da latteSRG01ZootecniaAgricoltura di precisioneL’allevamento ovino da latte è da tempo in gravi difficoltà dovute alla mancanza di ricambio generazionale, alla volatilità dei costi di produzione, alla carenza di innovazioni e alle sfide dovute ai cambiamenti climatici e alla minaccia dei predatori. Il progetto intende rispondere ad alcune di queste sfide agevolando la transizione digitale anche mediante il trasferimento di soluzioni tecnologiche utili a ottimizzare la gestione dell’allevamento, la riduzione dei costi e il miglioramento della produttività e della sostenibilità dell’allevamento. Alcune di queste tecnologie sono già usate nel settore della vacca da latte, ma, purtroppo, ancora poco o per nulla applicate nel settore ovino. Saranno applicati sensori e sistemi gestionali opportunamente sviluppati in progetti di ricerca nazionali ed internazionali (PNRR AGRITECH, HORIZON Europe), per raccogliere ed elaborare dati utili al monitoraggio della salute e della produttività degli animali. I sensori registreranno dati legati al movimento, al comportamento, ad alcuni parametri fisiologici e microambientali e saranno montati su orecchini e/o pettorine sviluppati in precedenti progetti, così da testare le soluzioni più efficienti in funzione delle caratteristiche peculiari dell’allevamento. La misurazione diretta di alcuni parametri di benessere animale assieme all’elaborazione dei dati su attività e sul comportamento animale in funzione delle condizioni microambientali consentiranno di migliorare l’efficienza gestionale dell’azienda e incrementare la produttività del gregge, nel rispetto del benessere animale. La produzione di latte sarà monitorata tramite flussimetri accoppiati a un sistema di riconoscimento individuale degli animali, consentendo così di misurare la quantità di latte prodotto da ogni singola pecora e di ottimizzare alimentazione e salute degli animali. Grazie all’introduzione nell’impianto di mungitura di un dispositivo infrarosso accoppiato a un sistema avanzato di machine learning e intelligenza artificiale, sarà anche possibile analizzare in continuo la qualità del latte, monitorando parametri come grasso e proteine. I dati provenienti dai sensori sugli animali e da quelli in sala mungitura saranno raccolti ed elaborati da un’applicazione digitale già sviluppata in un progetto Horizon Europe precedente (CODECS). L’app registrerà anche i cicli estrali, i risultati delle ecografie e i parti, ottimizzando la gestione della riproduzione del gregge. Sulla base delle caratteristiche degli animali e della loro produttività, la App calcolerà i fabbisogni nutrizionali per formulare diete adeguate, migliorando l’efficienza alimentare, la produttività degli animali e l’impronta ambientale dell'allevamento. In sintesi, il progetto combina diverse tecnologie per raccogliere e analizzare dati finalizzati al miglioramento dell’efficienza produttiva, del benessere animale e della sostenibilità della produzione di latte ovino.
Pro MaisGestione consapevole e sostenibile delle micotossine nella produzione di Mais per alimenti salubri e aziende competitiveSRG01CerealicolturaDifesa da malattie e infestazioniIl GO intende rispondere al fabbisogno delle aziende maidicole della Valdinievole di testare soluzioni di contenimento delle aflatossine nel mais per il deprezzamento che queste comportano sul prezzo di vendita del prodotto. Negli ultimi anni gli agricoltori dell’areale stanno riscontrando un aumento della concentrazione di AF nel mais, problema confermato anche da CAI, in qualità di principale centro di conferimento della zona. Il mais contaminato oltre ad essere un grave pericolo per la salute è anche una grave perdita economica per l’agricoltore e l’intera filiera maidicola. L’innovazione di PRO-MAIS risiede nell’ambito del “decision support” agli agricoltori, sensibilizzandoli al ricorso a buone pratiche agricole e all’adozione di strumenti di monitoraggio da applicare in autonomia. Per fare ciò il progetto intende fornire ai maidicoltori un protocollo agronomico di buone pratiche agricole, dalla scelta varietale alle lavorazioni del terreno, fino alla raccolta per contenere la diffusione dei funghi responsabili delle AF. Il GO propone di introdurre nell’areale della Valdinievole Agenti di BioControllo, già ampliamenti diffusi dell’areale del nord d’Italia, favorendo la lotta biologica. Verranno applicate tecniche di monitoraggio quali utilizzo di camere multispettrali e termocamere applicate su drone, per meglio apprendere le dinamiche di sviluppo del fungo Aspergillus correlate all’interazione piante-clima-gestione colturale. L’analisi metagenomica proposta servirà a studiare come la pianta risponde all’infezione di Aspergillus, evidenziando i meccanismi di difesa innescati fornendo indicazioni utili al miglioramento genetico del mais.
PRODIGIARete per la promozione di strumenti digitali per l’agricoltura ToscanaSRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneIl progetto mira a promuovere l'impiego delle tecnologie innovative con particolare attenzione agli strumenti digitali per supportare pratiche agricole sostenibili. Le filiere coinvolte includono olivicoltura, viticoltura, seminativi, allevamento ovino e colture emergenti come ortaggi e nocciolo. Obiettivi specifici (OS), azioni (A) e risultati (R) attesi: OS1 - Individuare i fabbisogni di innovazione delle aziende agricole: A: Sfruttare le esperienze dei partner e promuovere focus group. R: Identificare fabbisogni delle imprese agricole e idee innovative. OS2 - Mettere a sistema fabbisogni e idee innovative intorno alla digitalizzazione e collegare attori dell’AKIS: A: Preparare almeno un concept note per un Gruppo Operativo. R: Definizione di progettualità future. OS3 - Migliorare la diffusione delle conoscenze: A: Promuovere lo scambio di conoscenze e buone pratiche tra le reti dei partner. R: Maggiore diffusione di pratiche agricole sostenibili e innovazioni tecnologiche. OS4 - Migliorare i processi di formazione e informazione: A: Progettare attività formative in base ai fabbisogni delle imprese e predisporre sportelli informativi. R: Programma formativo e aumentata conoscenza degli agricoltori sugli interventi AKIS. OS5 - Favorire i processi di condivisione e adozione delle innovazioni: A: Organizzare scambi peer-to-peer e visite guidate in campo. R: Maggiore adozione di pratiche innovative. Per raggiungere gli obiettivi del progetto è stato costituito un partenariato complementare, focalizzato sullo sviluppo di strumenti digitali, sulla formazione, informazione e supporto alle aziende agricole, nonché sulle reti di consulenti e aziende: AEDIT srl - Co-creazione di strumenti digitali, identificazione dei fabbisogni; Rete TOS.CA - Servizi di consulenza e formazione; Biodistretto del Chianti - Valorizzazione dei territori e promozione di pratiche agricole sostenibili; Cantina dell’Etruria - Rete di stakeholders per scambio di conoscenze.
Progettoprogetto con titolo lungoSRH01
R.A.I.S.E.Rete AKIS per l’Innovazione e lo Sviluppo in ToscanaSRH02MultifilieraCorsi proposti 1) AKIS E CONSULENZA AGRICOLA: COMUNICARE, CONDIVIDERE E TRASFERIRE L’INNOVAZIONE | Competenze comunicative, relazionali e metodologiche per il trasferimento dell’innovazione; gestione delle criticità aziendali e ruolo del consulente come facilitatore AKIS. 2) INNOVAZIONE NEI SERVIZI DI CONSULENZA: AGRICOLTURA DI PRECISIONE E DIGITALIZZAZIONE DELL’IMPRESA AGRICOLA | Agricoltura di precisione, innovazione digitale e uso evoluto del quaderno di campagna per supporto decisionale e tracciabilità aziendale. 3) INNOVAZIONE E CONSULENZA TECNICA PER L’OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI DI PRODUZIONE AGRICOLA | Analisi, gestione e ottimizzazione dei costi aziendali con strumenti digitali e metodologie innovative. 4) RETI DI CONOSCENZA E INNOVAZIONE: NUOVE TECNOLOGIE PER IL SETTORE ZOOTECNICO | Tecnologie e pratiche digitali per una zootecnia efficiente e sostenibile; sviluppo delle reti di conoscenza AKIS. 5) LA CAMPAGNA AMICA: RETI AKIS E INNOVAZIONE NELLA FILIERA CORTA E SOSTENIBILE | Supporto alle imprese nella filiera corta; valorizzazione delle reti AKIS e dei processi di innovazione.
RADICIRete per l’Agricoltura, DIgitalizzazione, Competenze, InnovazioneSRH02MultifilieraCorsi proposti 1) MONITORAGGIO FAUNISTICO CON DRONI: TECNICHE, APPLICAZIONI E CASI STUDIO SUGLI UNGULATI | Uso di droni, sensori multispettrali e GIS per monitoraggio fauna; riduzione impatti su colture e gestione sostenibile del territorio. 2) ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI: COMUNICARE QUALITÀ | Normativa su etichettatura (Reg. UE 1169/2011), tracciabilità e origine; esercitazioni su etichette per prodotti tipici. 3) QUALITÀ E CERTIFICAZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI: STRUMENTI PER IL CONSULENTE | Sistemi BIO, DOP, IGP, SQNPI, GlobalG.A.P., BRC, IFS; supporto alle imprese e simulazioni di audit. 4) RELAZIONI EFFICACI E GESTIONE DEL TEMPO: COMPETENZE STRATEGICHE PER IL CONSULENTE | Competenze relazionali, comunicazione, ascolto attivo e gestione del tempo per la consulenza. 5) FLAVESCENZA DORATA DELLA VITE: STRUMENTI DIAGNOSTICI E GESTIONALI PER IL CONSULENTE | Diagnosi precoce, monitoraggio e gestione integrata; attività pratiche e piani di contenimento. 6) EUROPROGETTAZIONE IN AGRICOLTURA: STRATEGIE E STRUMENTI PER IL CONSULENTE | Ricerca bandi, progettazione e rendicontazione; sviluppo di proposte e partenariati AKIS.
RESILVINETOSCANAImplementazione della resilienza ai cambiamenti climatici della viticoltura toscanaSRG01ViticolturaCambiamenti climaticiIl progetto si propone sette obbiettivi specifici: 1. Implementare tecniche innovative di gestione del vigneto, cin particolare riferimento alla gestione della chioma, anche con il supporto di apposita sensoristica, per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, ridurre lo stress idrico e termico sulle viti e preservare la qualità delle uve; 2. Ottimizzare l’uso delle risorse idriche attraverso l’applicazione dell’irrigazione di precisione, supportata da sensori per il monitoraggio dell’effettivo stato idrico delle viti, massimizzando l’efficienza dell’uso dell’acqua; 3. Selezionare e valorizzare il germoplasma viticolo regionale, individuando cloni dei vitigni principalmente coltivati e vitigni autoctoni minori con maggiore tolleranza agli stress abiotici e ai principali patogeni fungini, favorendone l’iscrizione nei registri ufficiali e la diffusione in Toscana. 4. Applicare tecniche avanzate di miglioramento genetico (colture in vitro e genome editing) per la creazione di nuovi cloni dei principali vitigni toscani con caratteristiche di resistenza agli stress climatici e ai patogeni fungini. 5. Formare gli operatori vitivinicoli sulle nuove tecniche di gestione del vigneto nell’attuale contesto climatico, attraverso corsi, workshop e attività dimostrative che favoriscano l’adozione delle innovazioni proposte. 6. Favorire la diffusione e il trasferimento delle innovazioni sviluppando e testando sistemi specifici di consulenza aziendale e svolgendo attività di divulgazione, networking, coinvolgendo aziende vitivinicole e stakeholder del settore per garantire l’applicazione su larga scala delle soluzioni sviluppate.
RURAL-UPRafforzamento delle Competenze per l’Agricoltura Rurale SostenibileSRH03MultifilieraCambiamenti climaticiL’obiettivo del progetto formativo è quello di contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico e all'adattamento ai suoi effetti condividendo esperienze di tecnici esperti, promuovendo pratiche agricole che riducono le emissioni di gas serra e migliorano la resilienza climatica, promuovendo pratiche agricole sostenibili che salvaguardino la biodiversità, il suolo, la qualità delle acque, i paesaggi e la biodiversità. Tematiche di particolare attualità in Toscana, poiché la regione è fortemente caratterizzata da una ricca biodiversità, paesaggi unici e una tradizione agricola di grande valore. Le sfide legate al cambiamento climatico, come siccità, alluvioni e temperature estreme, hanno un impatto significativo sull'agricoltura toscana. Inoltre, essendo la Toscana conosciuta per i suoi paesaggi rurali e le sue coltivazioni di pregio storiche (come oliveti e vigneti), è necessario implementare la loro protezione e valorizzazione. Pertanto, adottare pratiche agricole sostenibili è cruciale per mantenere l'equilibrio ecologico e garantire la prosperità economica della regione.
SHEEPSAFESheepSafe: Tecnologie e Strategie pe r la Difesa da attacchi predatori dei lupi a gli allevamenti oviniSRG01ZootecniaBenessere animaleIl progetto è finalizzato a mettere a punto strategie e tecnologie innovative per la difesa degli animali al pascolo da attacchi predatori. Il fenomeno della predazione da lupo a carico di animali al pascolo rappresenta infatti una delle maggiori criticità del settore ovicaprino in Toscana. Con questo progetto si punta a definire e validare un set di strumenti di difesa che permettono di garantire la sicurezza degli animali attraverso sistemi di monitoraggio, alert e allontanamento del lupo. Saranno testate termocamere e videocamere in grado di riconoscere il lupo e attivare dissuasori audio di ultima generazione collari per le pecore e dispositivi da posizionare sulle recinzioni di protezione che hanno al loro interno molecole di sintesi che richiamano i feromoni utilizzati dai lupi per marcare i territori. Partendo da strumentazioni che oggi vengono utilizzate per proteggere gli a utomobilisti dagli attraversamenti di selvatici sul le strade (causa di ingenti richieste di risarcimento agli enti pubblici), grazie al GO sarà possibile rendere queste tecnologie utilizzabili per la protezione delle greggi al pascolo favorendo, al contempo, la convivenza della pastorizia con la presenza del lupo. Il risultato atteso è un abbattimento stimato del ri schio del 70% nelle aziende partner in cui sarà testato il kit.
SMACSuolo, Microdiversità, Agroecologia e Comunità: un approccio One Health ai sistemi alimentariSRG01CerealicolturaAgricoltura biologicaA seguito delle esperienze dei partner coinvolti nel precedente G.O. Cereali Resilienti, tutte le aziende si sono espresse per un maggiore impegno verso una transizione agroecologica in cui si ha cura dell’ambiente agricolo in un’ottica futura di contrasto e prevenzione della perdita di produttività. I primi passi del progetto SMAC riguarderanno quindi l’introduzione di nuove pratiche agroecologiche in modo da arricchire di biodiversità i campi coltivati sia a livello di microbiodiversità del suolo che tramite il ripristino di alberature e la cura dei bordi campo con tecniche di agroforestazione. Sarà promossa anche la consociazione come strumento di mantenimento della fertilità del suolo. L’utilizzo di nuove colture e tecniche agronomiche genera una necessità di innovazione nella trasformazione dei prodotti aziendali introducendo la possibilità di una diversificazione del reddito agricolo. Saranno promosse le attività di fermentazione e di diversificazione nella panificazione. Il coinvolgimento della comunità che vive e promuove nuovi modi di produrre cibo, guarda con interesse a queste trasformazioni ed è pronta ad accoglierne i miglioramenti. Il progetto quindi si adopererà per coinvolgere i cittadini in questa trasformazione profonda dei sistemi produttivi, con la consapevolezza che il tempo dell’azione è oggi. Il progetto ha tra i suoi obiettivi specifici: 1) Aumento della consapevolezza e diffusione delle pratiche agroecologiche: maggiore sensibilizzazione tra gli agricoltori riguardo ai benefici dell’agroecologia e ampliamento dell’adozione di tali pratiche; 2) Miglioramento delle pratiche agronomiche e agroforestali: ottimizzazione delle tecniche agroforestali con effetti positivi sulla qualità del suolo, gestione della microdiversità e delle risorse idriche con conseguente incremento dell’adattamento ai cambiamenti climatici; 3) Diversificazione della produzione agricola e sviluppo delle economie locali: introduzione di nuovi prodotti per favorire la sostenibilità economica e una maggiore varietà di colture; 4) Rafforzamento della resilienza climatica del settore agricolo toscano: miglioramento della capacità del settore agricolo di adattarsi e rispondere agli impatti dei cambiamenti climatici; 5) Creazione di modelli di governance locale per la gestione delle risorse agroalimentari: sviluppo di modelli efficaci di gestione partecipativa delle risorse agricole e alimentari a livello locale; 6) Tutela e valorizzazione del paesaggio: preservazione e miglioramento del paesaggio rurale, con un focus sulla sua sostenibilità a lungo termine.
SMARTH2OLIVODigitalizzazione e innovazione agronomica per la gestione efficiente della risorsa idrica in olivicolturaSRG01OlivicolturaRisorse idricheOttimizzare l’uso della risorsa idrica negli oliveti mediante l’adozione di strategie di irrigazione innovative: i) Applicazione dell’irrigazione in deficit idrico controllato (RDI) per migliorare la tolleranza delle piante alla carenza d’acqua senza compromettere la produzione. ii) Implementazione dell’irrigazione di precisione basata su sensori di umidità del suolo e bilanci idrici per una gestione ottimale dell’acqua. Ridurre le perdite idriche per evapotraspirazione attraverso una gestione innovativa della chioma attraverso: i) Introduzione di tecniche di potatura minima e potatura verde, finalizzate alla riduzione della superficie fogliare esposta e al contenimento dell’evapotraspirazione. ii) Monitoraggio del volume della chioma e della quantità di materiale asportato tramite telerilevamento da drone per ottimizzare gli interventi di potatura. Sviluppare e validare protocolli agronomici specifici per diverse tipologie di oliveti i) Adattamento delle strategie irrigue e di gestione della chioma a tre sistemi di impianto: tradizionale, intensivo e superintensivo. ii) Valutazione delle risposte di varietà italiane in condizioni di stress idrico e analisi della loro adattabilità a ciascun modello colturale. Integrare strumenti digitali per migliorare il monitoraggio e la gestione degli oliveti i) Utilizzo di sensori di campo per raccogliere dati in tempo reale su umidità del suolo, temperatura e stato idrico della pianta. ii) Applicazione del telerilevamento da drone e immagini satellitari per stimare il volume della chioma, l’indice di vigore vegetativo e l’efficienza dell’uso dell’acqua. iii) Sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni (DSS) per ottimizzare gli interventi agronomici in funzione delle condizioni ambientali e fenologiche dell’oliveto.
SOFIGLa sostenibilità nelle filiere dei prodotti DOP e IGP della Toscana: condivisione di buone pratiche e accountabilitySRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneAlla luce delle importanti novità introdotte dal Reg. 1143/2024 in merito all’introduzione e codificazione di pratiche di sostenibilità ambientale, sociale ed economica nei prodotti DOP e IGP, il presente progetto intende supportare i produttori e loro Gruppi (Consorzi di tutela e Associazioni) nella identificazione di suddette pratiche di sostenibilità, nella loro codificazione e monitoraggio anche in termini di impatti, e nella comunicazione sul mercato e ai vari stakeholder secondo un approccio di accountability (capacità di dare conto in maniera giustificata e documentata di una determinata prestazione). La valorizzazione dei sottoprodotti assume un ruolo importante in chiave di economia circolare, anche creando connessioni tra filiere produttive differenti. A questo fine il progetto svilupperà le seguenti attività: a livello di rete di consorzi e associazioni: incontri tecnici per sviluppare la consapevolezza sui temi della sostenibilità da parte dei responsabili dei gruppi di produttori DOP-IGP ed elaborare modelli di relazioni di sostenibilità a livello di singole produzioni DOP-IGP: incontri partecipativi e visite aziendali per individuare gli aspetti di sostenibilità dei sistemi produttivi, prefigurando percorsi di miglioramento e implementazione di relazioni di sostenibilità valutazione della possibile implementazione di pratiche sostenibili in filiere produttive diversificate, valutando anche la possibile interazione tra le stesse. I risultati attesi sono i seguenti: aumento della consapevolezza dei produttori e dei soggetti associativi circa le possibili soluzioni sostenibili applicabili a ciascuna filiera DOP-IGP valutazione della possibile valorizzazione degli attuali sottoprodotti delle filiere per il recupero di principi attivi naturali da impiegare in settori merceologici differenziati identificazione di possibili adattamenti dei disciplinari e sviluppo di buone pratiche messa a punto di un modello di relazione sulla sostenibilità implementabile dai gruppi di produttori. I prodotti coinvolti direttamente nelle attività di campo sono i seguenti: Marrone del Mugello IGP Olio di Seggiano DOP Olio Terre di Siena DOP Olio Toscano IGP Pecorino Toscano DOP I partecipanti alla comunità di pratica includono altri 7 prodotti DOP-IGP associati al partner Quore.
SvernalFar!Produrre farro ai tempi del cambiamento climatico: come precocizzare in modo economico ed efficiente il farro monococco e dicoccoSRG01CerealicolturaCambiamenti climaticiL’innovazione proposta in SvernalFar consiste nella validazione on farm di una strategia multifattoriale per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico sulle produzioni cerealicole autunno-vernine toscane. L’innovazione consisterà nel collaudo di trattamenti innovativi del seme di farro monococco e dicocco, che da anni rappresentano un importante segmento di mercato per le aziende cerealicole delle aree interne con caratteri di spiccata marginalità. Ossia di quelle aree con poche alternative produttive per le particolari condizioni pedo-climatiche, ma nella quali la permanenza dei sistemi agricoli assume un ruolo ecosistemico cruciale. Individuare tecniche efficienti per sostenere le imprese agricole in queste aree è fondamentale per raggiungere obiettivi tecnici, economici e sociali in linea con le politiche comunitarie. Saranno validati, quindi, alcuni pretrattamenti innovativi alla semente al fine di migliorare la germinazione e aumentare la resistenza di questi cereali alle pressioni climatiche (i.e. siccità ed alte temperature). Verranno applicate metodologie che combinano trattamenti di vernalizzazione artificiale (pre-chilling) e concia biologica della semente, mediante l'uso di microrganismi benefici, quali funghi micorrizici e batteri promotori della crescita (PGPB). Parallelamente verranno testate varietà innovative di farro monococco e dicocco (alternative e non), a partire da seme trattato e non, valutando la loro adattabilità in 4 aree rappresentative del territorio toscano, attraverso una rete di dispositivi on farm.
T.A.T.TOTeleferica appenninica tascabile toscanaSRG01ForestaleIl progetto consiste nello sviluppare una nuova attrezzatura progettata specificamente per la montagna Appenninica. Questa consisterà in una teleferica leggera totalmente innovativa per la compattezza, il costo contenuto e le inedite soluzioni tecnologiche, quali il motore endotermico a ciclo otto e il carrello elettrico. La nuova macchina consentirà di effettuare l’esbosco anche in situazioni difficili e in aree protette, minimizzando ogni impatto ambientale, incluso il rumore. In tal modo sarà possibile riportare alla gestione attiva anche i boschi in situazioni più delicate, consentendo l’applicazione di una selvicoltura puntuale e oculata. L’esbosco con teleferica offre anche un notevole vantaggio in termini di flessibilità (si può lavorare anche con terreno umido), ergonomia (non è necessario andare avanti e indietro con la fune del verricello) e sicurezza (non è necessario avventurarsi con un trattore su pendii scoscesi ed insicuri).
TOSCANA BIODIVERSAValorizzazione della biodiversità animale, vegetale e floricola nelle terre regionali per uno sviluppo territoriale sostenibile basato su un approccio sistemico, multiattore e partecipativoSRG09MultifilieraInnovazione, DigitalizzazioneL’obiettivo del progetto è il sostegno alla creazione di nuovi partenariati per la realizzazione di azioni di supporto all’innovazione ed erogazione di servizi rivolti ai settori agricolo, forestale e agroalimentare, che dovranno offrire risposte sistemiche alle esigenze/problemi delle imprese e dei territori rurali. In particolare, tutti i partner coinvolti nel progetto saranno impegnati per: far emergere le idee innovative in risposta ai fabbisogni delle imprese; migliorare i processi di formazione, informazione e la diffusione delle conoscenze; favorire i processi di condivisione e adozione delle innovazioni; collegare gli attori dell’AKIS. Nello specifico, il progetto mira alla Valorizzazione della biodiversità animale, vegetale e floricola quale elemento identitario delle diverse Terre Regionali per uno sviluppo territoriale sostenibile, basato su un approccio sistemico multi attore e partecipativo. Le tematiche affrontate dal progetto sono: Sostenere un reddito agricolo sufficiente e la resilienza del settore agricolo in tutta l’unione al fine di rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine, e la diversità agricola, nonché garantire la sostenibilità economica della produzione agricola nell’unione Migliorare l’orientamento al mercato e aumentare la competitività delle aziende agricole, sia a breve che a lungo termine, compresa una maggiore attenzione alla ricerca, alla tecnologia e alla digitalizzazione Migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore Contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi, anche riducendo le emissioni di gas a effetto serra e migliorando il sequestro del carbonio, nonché promuovere l’energia sostenibile Promuovere lo sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali, come l’acqua, il suolo e l’aria, anche riducendo la dipendenza dalle sostanze chimiche Contribuire ad arrestare e invertire il processo di perdita della biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi Attirare e sostenere i giovani agricoltori e i nuovi agricoltori e facilitare lo sviluppo imprenditoriale sostenibile nelle zone rurali Promuovere l’occupazione, la crescita, la parità di genere, compresa la partecipazione delle donne all’agricoltura, l’inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali, comprese la bioeconomia circolare e la silvicoltura sostenibile Migliorare la risposta dell’agricoltura dell’unione alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute, compresi alimenti di alta qualità, sani e nutrienti prodotti in modo sostenibile, ridurre gli sprechi alimentari nonché migliorare il benessere degli animali e contrastare le resistenze antimicrobiche.
TRACCETracciabilità e Qualità: La Nuova Filiera della Carne SelvaticaSRG01ZootecniaDiversificazione e multisettorialitàIn sintesi, il progetto si propone di: 1. Sviluppare una filiera produttiva tracciabile e sicura, che garantisca la qualità igienico-sanitaria e organolettica della carne di selvaggina ungulata. 2. Rispondere alla crescente domanda di carne di selvaggina da parte degli agriturismi, che, per normativa, devono utilizzare prodotti locali nella preparazione dei pasti. Attualmente, la distribuzione alimentare offre perlopiù carne di selvaggina di provenienza estera o da altre regioni, obbligando gli agricoltori ad acquistare carni non locali o a rifornirsi direttamente dai cacciatori, i quali, tuttavia, non possono certificare il prodotto. 3. Garantire ai consumatori sicurezza alimentare e un’informazione corretta sulla qualità delle carni di selvaggina, considerando anche le problematiche sanitarie emergenti, come la presenza del nematode Trichinella. I risultati attesi del progetto comprendono: Procedure di tracciabilità rigorose, efficaci e di semplice applicazione. Standard qualitativi per conservazione, trasformazione, affinatura e confezionamento della carne. Valorizzazione gastronomica dei prodotti negli agriturismi. Formazione degli agricoltori per trasferire competenze specifiche sulla lavorazione della carne di selvaggina. Promozione della cultura del consumo di selvaggina, evidenziandone le qualità nutrizionali e organolettiche e il ruolo nella gestione sostenibile delle risorse naturali.
TRANS.FORESTTRAsformazione e Nuovi Servizi delle FORESTe Transforming ForestSRG09ForestaleInnovazione, DigitalizzazioneTRANS. FOREST è un progetto di cooperazione che punta organizzare un partenariato strutturato per supportare l’innovazione della filiera forestale, comprensiva dei castagneti da frutto (silvocastanicola), che punta ad una evoluzione (trasformazione) dei sistemi di gestione forestale e colturale, rivalutando e monitorando i processi produttivi dei boschi, a partire dalla pianificazione e gestione attiva, in un’ottica innovativa dei Servizi Ecosistemici che essi possono fornire e in particolare di quelli legati alla biodiversità. Gli attuali strumenti colturali e di pianificazione forestale partono da un’analisi dello status delle risorse forestali, parzializzando alcuni aspetti ambientali e trascurando i processi ecosistemici, le interazioni dinamiche e di controllo dei processi stessi, le loro relazioni con i fattori economici e sociali. In particolare l’obiettivo di questo progetto sarà quello di far interagire gli addetti ai lavori fra loro e con attori esterni (turisti, associazioni ambientaliste, fruitori provenienti dai centri urbani, ecc.) facendo prendere coscienza della nuova visione che si ha del bosco e organizzando una nuova gestione che cerchi di massimizzare la produzione tradizionale con il mantenimento della biodiversità, che spesso significa diversità ecosistemica e diversità funzionale e quindi maggiore qualità ambientale, con lo sviluppo dei servizi ecosistemici a beneficio di tutti gli attori che traggono vantaggio da tali funzioni. Di conseguenza maggiore è la diversità del sistema forestale e maggiore sarà la sua adattabilità alle variazioni e minore sarà la sua fragilità relativa e vulnerabilità. Le varie componenti dell’ecosistema, i processi e le funzioni costituiscono quindi i Servizi Ecosistemici (SE). Essi hanno un valore pubblico poiché forniscono ai cittadini, benefici insostituibili, diretti o indiretti. Nuove potenzialità economiche si intravedono, quindi, per i castanicoltori e i selvicoltori a partire dalla diversificazione produttiva e valorizzazione ecosistemica dei boschi e dalla possibilità di fare rete e integrazione. Un modo diverso per contrastare l’abbandono colturale dei boschi.
VIRTUOSOComputer Vision, Robotica, Digital Twins e Tecnologie di irrorazione a rateo variabile per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitariSRG01ViticolturaAgricoltura di precisioneTra i problemi e le sfide che la viticoltura attuale si trova ad affrontare, sicuramente alcuni meritano particolare attenzione e interesse da parte di tecnici specializzati. Tra queste, ricoprono particolare importanza le tematiche legate a: riduzione del numero della manodopera qualificata e invecchiamento della forza lavoro; necessità di ridurre i quantitativi di prodotti fitosanitari rispettando direttive sempre più stringenti della Comunità Europea, a fronte di una necessità di trattamenti sempre più frequenti e tempestivi in seguito alle piogge sempre meno regolari e non più confinate in una singola stagione; necessità di ridurre il più possibile i rischi di esposizione dell’operatore Ciò premesso, il progetto VIRTUOSO mira ad adattare e testare una piattaforma robotica per l'irrorazione di fitosanitari ottimizzata on-the-go in viticoltura. La soluzione prevede anche l'introduzione di sistemi per il monitoraggio del vigneto tramite sensori e camere stereoscopiche per la raccolta di dati ancillari sulla coltura.
VITESATTesting e validazione di un sistema gratuito di supporto alle decisioni (DSS) per promuovere sostenibilità e competitività delle aziende vitivinicole toscaneSRG01ViticolturaAgricoltura di precisioneIl progetto VITESAT prevede il testing e collaudo di un DSS gratuito costituito da due soluzioni tecnologiche sviluppate da CNR-IBE: una piattaforma web (www.agrosat.it) e un applicativo mobile (APP DIGIVIT) interconnessi per supportare viticoltori e consulenti nella gestione sito specifica del vigneto, nel monitoraggio e nella stima delle rese. Risultato importante del progetto, sarà collaudare e trasferire una piattaforma efficiente e gratuita, che integri tutta la superficie vitata del Consorzio del Chianti Classico, così da mettere a disposizione strumenti digitali a diverso livello di complessità a tutte le aziende dell’areale. Altro risultato fondamentale sarà creare un sistema DSS che possa continuare ad operare oltre la durata del progetto senza ulteriori finanziamenti. Questo obiettivo sarà reso possibile combinando modelli di analisi e infrastrutture sviluppati dalla ricerca pubblica (CNR-IBE) con prodotti gratuiti forniti in modo continuativo, rappresentati da immagini satellitari del programma Copernicus ESA e dati meteo forniti dalla rete agrometeo regionale. Il progetto VITESAT prevede il collaudo su ampia scala nel contesto viticolo del Chianti Classico del portale AGROSAT per la consultazione di mappe di vigore vegetativo e la generazione di mappe di prescrizione (standard ISOBUS) per utilizzo su macchine a tecnologia a rateo variabile (VRT). Inoltre, sfruttando il know-how acquisito con il progetto GO DIGIVIT (PSR 2014-2020 Regione Toscana), verrà testata su ampia scala la APP DIGIVIT, un applicativo di supporto al monitoraggio del vigneto. L’applicativo fornirà funzionalità di caratterizzazione della variabilità, grazie ad un tool per la guida l’utente nei punti ottimali per effettuare osservazioni/campionamenti nel vigneto e un tool di stima delle rese non distruttivo basato su tecniche di analisi di immagini RGB acquisite da smartphone. Attraverso queste innovazioni, VITESAT mira a fornire ai viticoltori toscani strumenti gratuiti, performanti ed accessibili per migliorare la sostenibilità, efficienza e competitività.
Wa.SaRISPARMIO IDRICO NEI VIVAI: Innovazioni colturali e tecnologiche.SRG01FlorovivaismoRisorse idricheSaranno installate, all’interno dei vivai delle aziende agricole partners, delle stazioni meteorologiche per la rilevazione delle caratteristiche microclimatiche dell’ambiente circostante con la possibilità di stimare l’evapotraspirazione potenziale e di conseguenza l’evapotraspirazione effettiva delle colture per la gestione degli interventi îrrigui, integrata, dove possibile, dall’ulteriore impiego di sensori di misura dell’umidità del suolo/substrato colturale. Il progetto prevede lo sviluppo di indicazioni differenziate per settore e tipolagia, distinguendo tra coltivazioni in vaso o in pieno campo; Individuare e promuovere l’adozione di substrati professionali a basso impatto ambientale in grado di assicurare al contempo un’adeguata capacità di ritenzione idrica e un buon scambio cationico che permetta una gestione più efficiente dei nutrienti; Mettere a punto protocolli di monitoraggio della qualità fisico-chimica e microbiologica {con particolare attenzione alla presenza di inquinamento da fitopatogeni) delle acque irrigue raccolte nei laghetti a servizio dei vivai; incrementare la realizzazione di settori irrigui omogenei, soprattutto per quanto riguarda le colture in vaso; promuovere l’uso dell’evapotraspirazione effettiva delle colture per la gestione dell’irrigazione; Monitorare lo stato idrico delle piante tramite sensori di umidità del suolo/substrato posizionati nel suolo/vasi di riferimento; Promuovere l’utifizzo di procedure di remote sensing (imaging da satellite e/o drone) per il monitoraggio (a diverse scale spaziali e temporati), tramite opportuni indici vegetazionali, dello stato di salute delle cofture, la stima dei fabbisogni idrici e l’individuazione tempestiva di smtomni associabili a stress abiotici, quali quello irriguo.
ZOOSOST360Zootecnia sostenibile: digitalizzazione per il controllo delle emissioniSRG01ZootecniaAgricoltura di precisioneAttraverso l'adozione di tecnologie avanzate, come i misuratori di emissioni, lo sviluppo di una piattaforma digitale per la raccolta ed elaborazione dei dati ambientali, e l’applicazione di metodologie per il calcolo degli impatti ambientali come il Life Cycle Assessment (LCA), sarà possibile monitorare in tempo reale le emissioni e gli impatti, in linea con le indicazioni della nuova PAC 2023-2027. L'innovazione introdotta è duplice. Da un lato, prevede l'installazione di dispositivi all’avanguardia per la misurazione continua di parametri ambientali nelle aziende agricole come ammoniaca, anidride carbonica, metano, acido solfidrico, temperatura, umidità, luminosità, rumore, polveri sottili e composti organici volatili. Queste tipologie di misuratore ad oggi iniziano ad essere abbastanza diffuse, soprattutto nel Nord d’Italia, ma sono ancora poco utilizzate nelle stalle bovine in Toscana. Dall’altro, il progetto introduce una piattaforma digitale, attualmente non disponibile, per la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi agli input e output aziendali necessari per l’analisi Life Cycle Assessment (LCA). I dati ambientali raccolti tramite i dispositivi installati in ogni azienda saranno caricati direttamente sulla stessa piattaforma cloud basata su tecnologie AI-IoT. In ciascuna azienda sarà poi applicato l’LCA per valutare l'impatto ambientale degli allevamenti, utilizzando dati reali anziché dati di riferimento, come avviene solitamente. Questo consentirà di individuare criticità specifiche e proporre strategie di miglioramento mirate.
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